Medicine non convenzionali, le scelgono 10 mln di italiani. Occorre normativa

30 settembre, 2016 nessun commento


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omeopatiaDal simposio sulle “medicine tradizionali, complementari e non convenzionali, per l’uguaglianza dei diritti di salute oltre le esperienze regionalistiche” sono emersi dati che fotografano una realtà in evoluzione. In Europa non meno di 100 milioni ricorrono a prestazioni sanitarie inerenti le medicine non convenzionali, sia come terapie, sia come prevenzione. In Italia coloro che ricorrono, anche invia non esclusiva, a discipline come agopuntura, medicina tradizionale cinese, omeopatia, osteopatia, medicina antroposofica, chiropratica e altre sono circa 10 milioni. E sono circa 20 mila i medici e i veterinari che esercitano queste discipline in via esclusiva o come attività professionale prevalente. Si rende dunque necessario dare al settore una normativa di riferimento.

Seguire le indicazioni dell’OMS

“L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha emanato un piano strategico 2014-2023 riguardante la diffusione, l’insegnamento, la tutela e la ricerca e insegnamento delle medicine tradizionali e complementari. È stato inviato a tutti i Paesi membri, ma non risulta che sia stato diffuso a livello nazionale – spiega Paolo Roberti di Sarsina, presidente dell’Associazione medicina centrata sulla persona onlus -È necessario che lo Stato emani una legge di regolamentazione di tutte queste discipline.”In Senato è stato depositato in commissione Sanità da un anno e mezzo un testo unico; è molto importante normare il settore” aggiunge il senatore Maurizio Romani, vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità. Uno degli ambiti su cui si punta l’attenzione è ad esempio l’omeopatia. “L’Aifa sta valutando i dossier delle aziende omeopatiche – rileva Giovanni Gorga, presidente di Omeoimprese – A questo riguardo trovo particolarmente gravi le dichiarazioni del presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss,) Walter Ricciardi, che ha più volte manifestato in questi giorni la preclusione verso il comparto, tanto più che una parte del dossier di autorizzazione deve essere vagliata e rilasciata dall’Iss”.

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