L’attività fisica fin da piccoli giova al rischio cardiovascolare

14 giugno, 2015 nessun commento


Share

shutterstock_230064160I bambini che si impegnano nell’attività fisica quotidianamente ne trarranno benefici  già nella prima adolescenza, secondo un nuovo studio australiano che promuove pubbliche iniziative contro il sovrappeso e l’obesità. Nello studio dell’Università di Sydney, condotto su 4600 bambini, chi era stato più attivo fra 11 e 15 anni aveva un minore peso corporeo e fattori di rischio ridotti di malattie cardiovascolari e diabete.

I risultati dimostrano l’importanza dell’esercizio fisico nell’infanzia, scrive il responsabile dello studio Emmanuel Stamatakis sulla rivista britannica Pediatrics. “Conferma che l’inattività compromette il sistema cardiometabolico sin dalla prima infanzia”. “Vogliamo che i bambini siano attivi, non tanto per prevenire l’insorgenza di malattie croniche da piccoli, ma per la loro salute da adulti, perché è quella l’età più pericolosa”.

Nella ricerca, ad ogni bambino era stato chiesto di indossare un sensore del movimento per sette giorni consecutivi durante le ore attive all’età di 11 anni, quando sono state prese le misurazioni e i campioni di sangue. A 15 anni i ragazzini sono stati sottoposti nuovamente a misurazioni e analisi del sangue e i risultati sono stati esaminati in termini genetici, di dieta e di altri fattori di rischio alla salute.

Si è così evidenziato che chi si era impegnato in almeno 60 minuti di esercizio da moderato a vigoroso ogni giorno all’età di 11 anni, una volta raggiunti i 15 anni godeva di una migliore salute metabolica, con meno grasso corporeo e un rischio ridotto di diabete.

Secondo Stamatakis, incoraggiare l’attività’ fisica nei bambini richiede un approccio nazionale, con la partecipazione di diverse agenzie governative. “Il settore sanitario dovrebbe collaborare con quello dell’istruzione e con quello dello sport. Il problema delle malattie croniche non può essere risolto con qualche intervento sporadico”. Tra le misure suggerite: i “walking bus” per andare a scuola a piedi in gruppi organizzati, una riprogettazione dei campi di gioco e cambiamenti ai programmi scolastici.

Tag:, , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*