Aborti non sicuri per 22 mln di donne nel mondo

26 giugno, 2017 nessun commento


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L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) evidenzia sul proprio sito dati inquietanti a proposito di aborti. Nel mondo una gravidanza su 4 termina con un aborto indotto, e circa 22 milioni di questi interventi sono fatti in modo non sicuro per la donna, cioè da persone prive delle competenze adeguate o in un ambiente senza gli standard medici minimi. Si stima che ogni anno tra il 4,7% e il 13,2% delle morti materne sia attribuibile ad un aborto non sicuro.

Nei paesi sviluppati si stima che muoiano 30 donne ogni 100 mila aborti non sicuri, mentre nei paesi in via di sviluppo questa cifra balza a 220 morti, e a 520 nell’Africa Subsahariana. Il tasso di aborti, sicuri e non, è maggiore nei paesi in via di sviluppo. Tutto ciò si traduce in circa 7 milioni di donne ricoverate ogni anno in ospedale a seguito delle complicazioni di questi interventi, con un costo annuale stimato in 680 milioni di dollari.

Le principali complicanze, che possono mettere in pericolo la vita di una donna, sono emorragie, infezioni, lesioni genitali e agli organi interni. Se l’interruzione di gravidanza è fatta invece da personale appositamente formato, con le tecniche corrette, è una procedura sicura. Ma, ricorda l’Oms, quasi tutte le morti e disabilità da aborto potrebbero essere evitate con l’educazione sessuale, il ricorso ad una contraccezione efficace, l’assicurare un aborto sicuro e legale e cure tempestive nel caso di complicazioni.

Le donne, e le adolescenti, quando si trovano con gravidanze indesiderate spesso ricorrono all’aborto non sicuro perché non possono accedere ad un’interruzione di gravidanza fatta in modo sicuro. Le barriere possono essere di tipo legislativo, la mancanza di servizi, i costi alti, lo stigma, l’obiezione di coscienza degli operatori sanitari e richieste inutili, come periodi di attesa obbligatori, l’autorizzazione di una terza parte e test medici non necessari.

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