Alcol: scoperto il gene che determina quanto ne beviamo

29 novembre, 2016 nessun commento


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alcoolA decidere il nostro consumo di sostanze alcoliche è un gene che rende il cervello sensibile ad un ormone secreto dal fegato durante la digestione in momenti di stress, ad esempio dopo l’ingestione di troppi carboidrati o di alcolici. La scoperta, che potrebbe aprire la strada a nuovi farmaci per il trattamento dell’alcolismo, è stata riportata dalla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas) da un gruppo internazionale guidato dal King’s College di Londra, a cui hanno partecipato anche l’Irccs Burlo Garofolo e l’Università di Trieste insieme con l’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano.

Lo studio
Il gene legato al consumo di alcol è stato identificato grazie ad un ampio studio su oltre 100mila individui di origine europea, a cui l’Italia ha contribuito con i dati relativi a circa 2mila abitanti della Val Borbera, nell’Appennino tra Liguria e Piemonte: ”studiare queste popolazioni di montagna, che sono state relativamente isolate fino a tempi recenti, è di grande aiuto per capire il legame tra Dna e alcuni specifici tratti”, spiega Daniela Toniolo, capo unita’ di Genetica delle malattie comuni del San Raffaele. I ricercatori hanno dunque analizzato il genoma di queste persone e lo hanno messo in relazione con il loro consumo di alcol.

E’ così emerso il legame con una specifica variante di un gene, chiamato Klotho, che serve a produrre un recettore per due ormoni: FGF19, prodotto dall’intestino per azione della bile, e FGF21, messo in circolo dal fegato in condizioni di stress. ”Quest’ultimo era già noto perché nell’uomo è associato alla preferenza per particolari macronutrienti, mentre nel topo sopprime la voglia di alcol e dolci”, sottolinea Toniolo. ”Esiste dunque un asse fegato-cervello, che abbiamo dimostrato sui topi: eliminando il gene per il recettore Klotho nel cervello, il consumo di alcol aumenta. Con ciò abbiamo individuato una via metabolica molto precisa su cui potremo agire per ridurre il consumo di alcol”, conclude la ricercatrice.

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