Alimentazione bambini: sono i primi mille giorni che contano

14 giugno, 2015 nessun commento


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timthumb (28)Mai far mancare frutta e verdura nell’alimentazione di tutti i giorni di un bambino dopo il compimento del sesto mese di vita, ed evitare l’eccesso di proteine e zuccheri semplici: bastano queste poche regole per costruire, nei primi 1000 giorni di vita, la salute futura dei nostri bambini, far sì che sappiano gustare tutti i cibi e che siano meno a rischio di obesità e anemia. A spiegarlo è Giovanni Corsello, presidente della Società italiana di Pediatria (Sip).

”L’alimentazione di un bambino necessita di grande attenzione – rileva – e se non gli si fanno adottare stili di vita salutari, si mette a rischio la sua salute non solo nell’infanzia, ma anche nell’età adulta. Da tempo sono invece in voga abitudini che nuocciono al benessere dei più piccoli, come il dargli cibi ricchi di proteine e zuccheri semplici, o prodotti industriali per gli adulti, creando una popolazione di adolescenti in sovrappeso e obesi”.

Per un regime alimentare corretto nei primi 1000 giorni di vita, oltre a ricordare che il baby food garantisce le esigenze nutrizionali, ”va tenuto presente – continua Corsello – che proteine e zuccheri semplici in eccesso sono da evitare. Mai sostituire la frutta con i succhi di frutta ad esempio, perché contengono una eccessiva quantità di zuccheri”. Una quota di fibre giornaliere di frutta e verdura serve anche per migliorare l’assorbimento di minerali, vitamine e favorire la digestione. E se il bambino le rifiuta, “bisogna insistere, e fargli avere con questi alimenti un contatto quotidiano, altrimenti non si stimolano i recettori per il gusto della frutta. E’ importante variare e seguire i suoi gusti”. Non bisogna far mancare mai una buona prima colazione, da cui deriva “il 25-30% dell’introito calorico giornaliero – prosegue – Ciò favorisce il consumo energetico e il metabolismo corporeo. Nel primo anno di vita evitare il latte vaccino, perché povero di ferro e zinco e stracarico di proteine, e promuovere l’allattamento materno, perché il latte materno è fonte non solo di nutrienti ma di fattori di protezione per l’organismo, in primo luogo dalle infezioni”.

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