Allergie di stagione: combatterle con i probiotici

6 marzo, 2017 nessun commento


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La stagione delle allergie è ormai alle porte, ma non è mai troppo tardi per “armarsi” in tempo. Un possibile aiuto contro occhi rossi e naso chiuso potrebbe arrivare dai probiotici. Un gruppo di ricercatori dell’Università della Florida ha infatti condotto uno studio sull’effettiva efficacia di questi organismi.

La rinite allergica si verifica quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo agli allergeni presenti nell’aria e, in genere, è innescata da pollini e spore della muffa. Gli antistaminici possono aiutare ad alleviare i sintomi ma, come con tutti i farmaci, possono causare effetti indesiderati come sonnolenza, vertigini o nausea. Precedenti studi avevano già indagato l’efficacia dei probiotici sulle allergie stagionali, ma i risultati variavano molto seconda dei ceppi batterici utilizzati.

Dai ricercatori dell’Università della Florida, tuttavia, arriva ora la prove dell’efficacia di un trattamento basato su lattobacilli e bifidobatteri, noti per contribuire al mantenimento di un buon sistema immunitario. I ricercatori hanno testato una combinazione dei due su 173 adulti che presentavano allergia stagionale da lieve a moderata e che non stavano usando farmaci.

I soggetti sono stati assegnati casualmente ad un gruppo a cui è stato dato il probiotico in un’unica capsula da assumere due volte al giorno, o ad un secondo gruppo che ha ricevuto un placebo. Durante il periodo di studio di otto settimane e svolto al culmine della stagione primaverile, coloro che avevano assunto la combinazione di probiotici hanno riferito una riduzione dei sintomi e miglioramenti nella qualità della vita rispetto al gruppo di controllo.

Secondo gli autori dello studio, pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition, potrebbe esser dovuto al fatto che i probiotici rinforzano le cellule T regolatorie, aumentando la tolleranza ai sintomi. “Non tutti i probiotici funzionano per le allergie. Questa combinazione ha dimostrato di sì”, commenta il primo autore della ricerca Jennifer Dennis.

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