Anziani e rischio fratture: aumentare l’assunzione di Calcio non serve

2 ottobre, 2015 nessun commento


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shutterstock_238455220Non vi sono prove sufficienti per confermare che l’aumento dell’assunzione di calcio, attraverso fonti alimentari o con integratori, possa migliorare la salute delle ossa e prevenire le fratture nelle persone anziane, secondo i risultati di due studi pubblicati sul BMJ di questa settimana. Anzi, sostanzialmente, i risultati di questi studi, suggeriscono che aumentare l’assunzione di calcio, attraverso integratori o fonti alimentari, non sia una raccomandazioni valida per la prevenzione delle fratture.

Le linee guida consigliano agli anziani, uomini e donne di assumere almeno 1000-1200 mg/die di calcio per migliorare la densità ossea e prevenire le fratture, e molte persone prendono supplementi di calcio per aderire a queste raccomandazioni. Le recenti preoccupazioni circa la sicurezza degli integratori di calcio hanno portato gli esperti a raccomandare di aumentare l’assunzione di calcio attraverso il cibo, piuttosto che con l’assunzione di integratori, ma gli effetti sulla salute delle ossa non sono noti.

Un team di ricercatori della Nuova Zelanda si proponeva di esaminare le prove alla base delle raccomandazioni per aumentare l’assunzione di calcio da fonti alimentari o integratori allo scopo di migliorare la salute delle ossa e prevenire le fratture.

I ricercatori hanno analizzato i dati disponibili da studi randomizzati caso-controllo e da studi osservazionali sul calcio extra nella dieta o sulle supplementazioni di donne e uomini di età superiore ai 50.

Nel primo studio, si è visto che aumentando l’assunzione di calcio, da fonti alimentari o da assunzione di integratori, comportava esigui miglioramenti della densità minerale ossea (1-2%). “E’ improbabile, dunque, che un così piccolo aumento possa portare a una riduzione clinicamente significativa del rischio di frattura.” – commentano i ricercatori.

Nel secondo studio, si è evidenziato che l’assunzione di calcio con la dieta non è associata al rischio di frattura, e non ci sono prove da sperimentazione clinica che aumentare l’assunzione di calcio da fonti alimentari possa previene le fratture.

“E’ tempo di rivedere le raccomandazioni per aumentare l’assunzione di calcio al di là di una normale dieta equilibrata” – sostiene il professor Karl Michaelsson dell’Università di Uppsala, in Svezia, in un editoriale di accompagnamento ai due studi. E fa notare che sempre più l’assunzione di calcio e vitamina D, raccomandati da alcune linee guida, definisce come a rischio, praticamente tutta la popolazione di età superiore ai 50 anni. Eppure la maggior parte non potranno beneficiare di aumentare le assunzioni, avverte, e sarà esposta, invece, a un maggiore rischio di eventi avversi” – aggiunge. “Il peso delle prove contro tali medicamenti di massa degli anziani è ora convincente, ed è sicuramente il momento di riconsiderare queste raccomandazioni controverse” conclude Michaelsson.

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