Bambini e carie dentaria. A 4 anni ne soffre 1 su 5

12 ottobre, 2017 nessun commento


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Un bambino su 5 all’età di quattro anni è affetto da carie, percentuale che a 12 anni sale a uno su 4. Sono questi i numeri sconcertanti ad oggi rilevati. “Il 20% a quattro anni è tantissimo – dice Laura Strohmenger, della Clinica Odontoiatrica dell’Università di Milano – se si tiene conto che questi bambini devono andare dal dentista e oggi viviamo in uno Stato dove l’odontoiatria pubblica non esiste”, essendo quasi completamente esclusa dal SSN.

Le cause della carie in aumento, secondo la professoressa milanese, sono fattori biologici (predisposizione scritta nei geni), fattori sociali (la carie è più diffusa nei ceti più poveri), nella dieta. “La presenza di zuccheri nella dieta – spiega Strohmenger – promuove una placca ad alta cariogenicità”. Tra gli adulti della città di Sassari nel 2013 le persone a basso rischio di carie erano solo il 3%, contro il 78% a medio rischio e il 19% ad alto rischio.   Ma la carie si può prevenire, riducendo gli zuccheri, usando un dentifricio al fluoro. Ma anche trovando un sostituto dello zucchero non cariogeno come lo xilitolo delle gomme da masticare.

Lo studio

In proposito, il gruppo della professoressa Strohmenger ha presentato a Oslo, al 64/esimo  Congresso dell’European Organization for Caries Research (ORCA), uno studio pubblicato su Clinical Oral Investigation, in cui si dimostra il valore terapeutico dello xilitolo per i denti degli adulti, dopo che la stessa cosa era stata dimostrata in passato a livello pediatrico. Lo studio ha selezionato 66 volontari adulti ad alto rischio di sviluppare carie e 64 soggetti come gruppo controllo. I primi hanno utilizzato un chewing gum senza zucchero contenente il 30%di xilitolo, pari a 2,5 grammi/giorno. Il gruppo controllo, un normale chewing gum senza zucchero e senza xilitolo.
Per un anno, tutti i volontari dovevano masticare 5 pezzi al giorno del chewing gum assegnato (2 al mattino, due dopo pranzo, uno nel pomeriggio). Nel secondo anno di studio gli stessi volontari non hanno ricevuto chewing gum e hanno condotto la vita abituale.  Al termine dello studio si è visto come la generazione e la progressione della carie è diminuita del 23% nel gruppo xilitolo rispetto al gruppo di controllo (che comunque ha ricevuto qualche beneficio per il fatto di aver consumato chewing gum senza zucchero). In quest’ultimo si sono verificati 120 interventi di otturazione e 27 estrazioni, numeri che sono scesi rispettivamente a 82 e 19 nel gruppo xilitolo. “Dati che permettono di affermare – conclude Strohmenger – che lo xilitolo ha prodotto un 30% di prevenzione della carie nel gruppo che ne ha fatto uso. Un’efficacia che è proseguita anche lungo tutto l’anno successivo alla sperimentazione”.

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