Bambini: entro i 3 anni è buona regola la visita oftalmologica

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Far fare, entro tre anni dalla nascita, la visita oftalmologica. E’ questo l’obiettivo lanciato dalla campagna “Proteggi la sua vista” a favore della salute visiva pre e post-natale. L’iniziativa vede la firma dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – Iapb Italia onlus, in collaborazione con il Comitato tecnico nazionale per la prevenzione della cecità del ministero della Salute di cui è parte. La campagna prevede la distribuzione di materiale informativo in 450 punti nascita in tutta Italia  e la diffusione di un video su web (al sito dedicato www.proteggilasuavista.it), social e tv.

Durante la gravidanza è raccomandabile seguire una dieta equilibrata, evitare l’alcol (legato a un minor sviluppo del nervo ottico e a capacità visive ridotte), il fumo (quello della mamma può causare più alti tassi di strabismo, errori di refrazione e retinopatia). Per il presidente di Iapb Italia, Giuseppe Castronovo, “l’attenzione per la salute visiva fin dai primi giorni di vita del bambino è il modo migliore per cominciare a prendersi cura della vista”.

Alla nascita, il primo screening oftalmologico viene effettuato attraverso il test del riflesso rosso per la sola cataratta congenita e, in caso di patologie familiari, come il glaucoma congenito, il retinoblastoma (tumore oculare) e altre malformazioni oculari o alterazioni retiniche è necessaria anche una visita oculistica. Successivamente, è molto importante fare una visita oftalmologica entro i tre anni, cosi’ da verificare l’eventuale presenza di difetti refrattivi (miopia, ipermetropia e astigmatismo), uno strabismo o, ancora, un’ambliopia (occhio pigro).

Secondo Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana, “l’80% delle malattie della vista nascono proprio nei bambini”. “La nascita – aggiunge Filippo Cruciani è un momento molto particolare dello screening perché permette di raggiungere la popolazione nella quasi totalità. Fare la visita oculistica alla nascita è alla portata di tutti”, ha spiegato Filippo Cruciani, referente scientifico di Iapb.

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