Bimbi e tosse: genitori non conoscono i rischi di farmaci e sciroppi

18 marzo, 2016 nessun commento


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shutterstock_115186060Cercando di evitare di passare altre notti insonni per tosse e naso chiuso dei propri figli, molti genitori sono tentati di somministrare loro, sciroppi o farmaci che alleviano i sintomi, nonostante ne sia sconsigliato l’uso sotto i sei anni. In particolare in Canada vengono dati a quasi 2 bimbi su 10. Lo conferma uno studio condotto presso il Michael’s Hospital di Toronto pubblicato sul Canadian Journal of Public Health.

Esperti e studio
In Italia, rassicura il presidente della Società italiana di pediatria (Sip) Giovanni Corsello, “il rischio è inferiore ma è giusto mantenere alta l’attenzione, perché’ non sempre i genitori sono consapevoli”. Nel 2009 il servizio sanitario canadese ha introdotto l’obbligo di avvertenze sui bugiardini che sconsiglia l’uso di sciroppi e farmaci contro tosse e raffreddore nei bambini sotto i sei anni, sulla base di mancanza di prove di benefici reali e rischio di eventi avversi. Tuttavia, spiega Jonathon Maguire, che ha condotto lo studio su 3.500 bambini, “il 18% continua a riceverne”. Il rischio è maggiore per i figli di genitori più giovani e secondogeniti.

“In Italia non abbiamo dati affidabili sul fenomeno – spiega Corsello – ma c’è minore tendenza delle famiglie all’autoprescrizione di medicinali sintomatici senza la consulenza del pediatra”. Tuttavia, “molti genitori non sanno che eccipienti e principi attivi contenuti in questi farmaci, pur se sono pediatrici, possono risultare eccessivi e provocare allergie o tossicità nei bimbi più piccoli. Il rischio è sottovalutato in particolare per bimbi di 4-5 anni, perché non sono più piccolissimi”. Di fatto, conclude, “sotto i 6 anni qualsiasi medicinale andrebbe prescritto”.

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