Birra. Controlla la glicemia e fa bene alla memoria

8 febbraio, 2018 nessun commento


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Bionda, scura, doppio malto o aromatica che sia, per gli amanti della bevanda fermentata arrivano altre buone notizie: la birra, oltre a contenere preziosi sali minerali, aiuterebbe a controllare la glicemia e contrasterebbe i problemi di memoria tipici di chi vive con la sindrome metabolica (disturbo complesso caratterizzato da glicemia alta e obesità, colesterolo alto ecc… ). Tutto merito dell’antiossidante xantumolo, simile al più noto resveratrolo del vino, grazie al quale si potrebbe arrivare a sviluppare un rimedio efficace contro la resistenza all’insulina, ormone che regola lo zucchero nel sangue (glicemia), problema centrale di malattie come il diabete e la sindrome metabolica .

La molecola xantumolo e, meglio ancora, due derivati più sicuri per l’organismo, si sono dimostrati capaci di ridurre la resistenza all’insulina, quindi di migliorare il controllo glicemico. La buona notizia arriva dalla rivista Scientific Reports, ed è frutto di una ricerca condotta da Fred Stevens del College of Pharmacy presso la Oregon State University (OSU) a Corvallis. Gli esperti hanno anche scoperto che la sostanza ha effetti positivi contro i deficit di memoria e apprendimento che spesso si accompagnano alla sindrome metabolica. Lo xantumolo non è nuovo alla scienza e lo stesso gruppo di Stevens ne aveva dimostrato gli effetti positivi contro diete sbagliate e problemi di controllo glicemico. Il problema è che lo xantumolo non si può assumere a lungo perché potrebbe avere effetti collaterali, in quanto si trasforma nell’organismo in una molecola simile agli ormoni estrogeni.

Così Stevens ha pensato di modificare chimicamente lo xantumolo in una forma sicura incapace di trasformarsi in estrogeni. Ed ha dimostrato che due derivati sicuri dello xantumolo sono efficaci anche più dello xantumolo stesso contro la sindrome metabolica. In particolare i due composti derivati dallo xantumolo, indicati come TXN e DXN, riducono la resistenza all’insulina in modelli animali della malattia. E ancora, DXN e TXN risolvono i problemi cognitivi connessi alla sindrome metabolica, riducendo deficit di memoria e apprendimento legati a essa. DXN e TXN potrebbero dunque divenire la base di nuovi farmaci contro la resistenza all’insulina, con un impatto potenziale anche sul diabete.

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