Carne: i consumi degli italiani non sono a rischio

27 ottobre, 2015 nessun commento


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shutterstock_258231218Troppa carne rossa sulla tavola degli italiani: il 56% dei connazionali la consuma infatti in media 3-4 volte a settimana, contro le 1-2 consigliate. Un’abitudine pericolosa, dato l’allarme OMS.

L’associazione tra consumo di carne rossa e maggior rischio di insorgenza del cancro  è stata osservata principalmente per il tumore del colon-retto, ma un’associazione si  è rilevata, avverte l’OMS, anche per il cancro del pancreas e della prostata. E proprio quello al colon  è il tumore a maggior insorgenza tra gli italiani con quasi 55.000 diagnosi stimate per il 2013. Ma i risultati dello studio OMS vanno oltre: ogni porzione da 50 grammi di carne lavorata mangiata giornalmente, avvertono gli esperti, aumenta il rischio di tumore del colon-retto del 18%.

Considerando il grande numero di consumatori di carni lavorate “l’impatto globale sul tasso di incidenza del cancro ha un’importanza per la salute pubblica”. L’invito alle autorità e alle agenzie regolatorie, afferma il direttore del gruppo IARC dell’OMS Christopher Wild,  è quindi quello di ”bilanciare i rischi e benefici del consumo di carni rosse o trattate” e di ”fornire le migliori raccomandazioni alimentari possibili”.

Intanto, gli oncologi ricordano come un’alimentazione sana sia sicuramente quella legata ai prodotti nostrani: ”La decisione dell’Oms di inserire carni lavorate e carni rosse nella lista delle sostanze cancerogene  è un invito a tornare alla dieta mediterranea”, afferma il presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) Carmine Pinto, sottolineando che il rapporto ”conferma dati che conoscevamo da tempo, ovvero che la presenza di conservanti o di prodotti di combustione in questi alimenti  è legata ad alcuni tipi di tumore.

Per quanto riguarda le carni rosse  è una questione di modalità e di quantità, non esiste una ‘soglia di esposizione oltre la quale ci si ammala sicuramente. Il messaggio che dobbiamo dare – aggiunge –  è che la carne rossa va consumata nella dovuta modalità, ma il messaggio principale  è un invito a tornare appunto alla dieta mediterranea, che ha dimostrato invece di poter diminuire il rischio di tumore”.

Della stessa opinione il direttore del Centro studi e ricerche sull’obesità dell’Università di Milano, Michele Carruba: ”La carne, rossa o bianca, andrebbe consumata in media due volte a settimana, non superando la quantità complessiva di 250-300 grammi. Il primo consiglio tuttavia – avverte –  è quello di seguire il buon senso: questo vuol dire cercare di avere un’alimentazione molto varia e dunque non monotona. La ragione  è chiara: un errore alimentare commesso tutti i giorni  è molto più pericoloso di un errore alimentare commesso periodicamente”’.

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