Cellulite: si contrasta depurandosi per ‘riossigenare’ le cellule

17 maggio, 2017 nessun commento


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La cellulite è un problema che davvero può dare il tormento e non si tratta solo di un inestetismo. Di fatto l’80% delle donne che ne soffrono farebbe qualsiasi cosa per eliminarla e il 67% dichiara che il problema provoca loro una vera e propria sofferenza psicologica. Per contrastarla, la cosa più importante da fare non è trovare la macchina o l’integratore giusto, ma imparare a depurarsi, eliminando per qualche giorno latticini, glutine e pomodori. E’ quanto emerge da un’indagine su 1.200 donne e presentata al Congresso della Società italiana di medicina estetica (Sime).

Vero e proprio psicodramma del nostro tempo e cruccio per 20 milioni di italiane, la cellulite, chiarisce Pier Antonio Bacci, direttore del Centro di documentazione in Flebologia e Patologie Estetiche di Arezzo, “come mostrano recenti evidenze, deriva da alterazioni del tessuto connettivo che possono causare variazioni in alcune cellule staminali. Ma queste alterazioni possono essere in parte controllate con periodi di depurazione per mettere a riposo gli organi”.

Il nostro corpo dispone di “sistemi di depurazione”, come fegato, reni, intestino, che eliminano le tossine che provengono dall’eccesso di zuccheri raffinati, grassi e alcool. Ma quando i livelli di equilibrio vengono superati, iniziano le alterazioni cellulari e aumenta lo stress ossidativo. Come fare quindi? “Essenziale è camminare molto e ripristinare la flora intestinale così da restituire ossigeno ed energia alle cellule”.

Lo schema deacidificante prevede di mangiare per 3 giorni solo a colazione e cena, lasciando gli organi a riposo per 12 ore; per i successivi 10 giorni, diminuire l’assunzione di sostanze che producono intolleranze e istamina ovvero latticini, pomodori, fragole, glutine, lieviti e frutta secca. “Causano infatti – spiega l’esperto – alterazioni funzionali dell’intestino tenue che favoriscono infiammazione dei tessuti e ritenzione idrica”. La cellulite, conclude, “è un campanello d’allarme che il corpo lancia: aiutami”.

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