Contraccezione d’emergenza: madri e figlie a confronto

22 giugno, 2018 nessun commento


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La pillola del giorno dopo è ancora tabù? Per le figlie no, ma per le mamme sì. Per il 70% delle ragazze tra i 18 e i 24 anni la contraccezione d’emergenza è un presidio utile al quale ricorrere senza problemi in caso di necessità. Per le mamme persiste, invece, ancora qualche tabù (nel 47% dei casi), ma di fronte al rischio di una gravidanza non voluta anche loro (68%) scelgono la pillola del giorno dopo. Le contraddizioni sono ancora tante, dovute soprattutto a disinformazione e fake news. Madri e figlie conoscono la pillola del giorno dopo, soprattutto ulipristal acetato, e riconoscono funzione e utilità nel ridurre il numero degli aborti, ma 3 madri su 10 continuano a pensare sia un abortivo e 4 figlie su 10 che sia dannosa per la salute. Fronte unito però per quanto riguarda la possibilità di trovarla sempre in farmacia. Questi sono solo alcuni dei dati scaturiti dalla terza indagine SWG-Health Communication condotta tra donne sul fronte della contraccezione e nel particolare sulla contraccezione di emergenza.

Nella prima indagine, la SWG di Trieste aveva indagato sull’opinione delle donne e dei farmacisti per capire se ci fossero difficoltà di accesso alla Ce, nella seconda invece è stata sondata opinione delle donne saggiare la loro consapevolezza su questo farmaco e per verificare in che misura l’eliminazione dell’obbligo di ricetta fosse stata percepita.
Quest’anno, in particolare, i riflettori sono stati puntati su due punti di vista: quello delle giovani ragazze e quello delle madri che hanno figlie molto giovani.Obiettivo: indagare in generale sulle opinioni verso la Ce, sulla sua utilità come deterrente all’aborto e raccogliere la valutazione in merito alla liberalizzazione della vendita. La nuova indagine è stata condotta attraverso un questionario cui hanno risposto 600 donne rappresentative della popolazione italiana, la metà sono giovani donne tra i 18 e i 24 anni, e l’altra metà mamme di ragazze tra i 15 e i 22 anni.

Le ragazze sono, dunque, più aperte e meno diffidenti verso la contraccezione di emergenza (Ce) di quanto non lo siano le madri. Difronte al rischio di una possibile gravidanza indesiderata 8 giovani donne italiane su 10 non hanno dubbi: ricorrerebbero alla pillola del dopo. Le mamme invece, forse per l’appartenenza ad una cultura più tradizionale, in cui sono ancora presenti una serie di tabù, hanno atteggiamenti e risposte contraddittorie. Da un lato sono favorevoli alla maternità consapevole e all’uso di contraccettivi, ma dall’altro, circa 5 mamme su 10, mostrano verso la Ce una notevole diffidenza anche a causa della scarsità di informazioni e di fake news.

Infatti, mentre la disinformazione delle ragazze le induce a essere contrarie perché temono che possa essere dannosa per la salute, nelle madri il blackout dell’informazione e le “bufale” le portano a credere erroneamente che l’azione del farmaco sia assimilabile ad un aborto. E le contraddizioni tra le madri aumentano quando, messe di fronte alla possibilità di un rischio gravidanza non possibile per le loro figlie, fanno cadere i loro tabù, e circa 7 mamme su 10 ricorrerebbero alla pillola del giorno dopo anziché vederle esposte al rischio aborto.

Pillola del giorno e riduzione degli aborti
Le Relazioni al Parlamento 2015 e 2016 del Ministro della Salute sulle Interruzioni volontarie di gravidanza hanno testimoniato una stretta relazione tra il decremento degli aborti e pillola del giorno. Secondo il Ministero infatti, il notevole incremento di vendite di ellaOne, il nuovo farmaco contraccettivo d’emergenza, a seguito della libera vendita senza ricetta avvenuta nel 2015, è stato uno dei fattori che hanno contribuito alla forte riduzione di aborti nel Paese, per la prima volta scesi sotto quota 90mila e diminuiti ancora nel 2016 (85mila).

Un calo, ha sottolineato Emilio Arisi, Presidente della Società medica italiana per la contraccezione (Smic), dovuto “non tanto ad un aumento dell’utilizzo della Ce, ma al boom di preferenze del prodotto più efficace, ellaOne appunto. Rispetto alla ‘vecchia’ pillola del giorno dopo (Norlevo), il farmaco di ultima generazione (ellaOne) oltre che essere efficace fino al 5° giorno dall’atto sessuale non protetto ha infatti anche dimostrato una maggiore efficacia anticoncezionale in generale, indipendentemente dal giorno di assunzione, oltre che avere lo stesso profilo di sicurezza per la donna che la assume”.

I dati
Il 70% delle madri pensa che sia molto importante decidere e programmare quando avere un bambino contro il 76% delle figlie. Il 82%delle madri considera un rapporto sessuale non protetto “pericoloso e stupido” contro il 76% delle figlie. E ancora,  il 66% delle madri è molto favorevole all’uso di contraccettivi da parte della donna contro il 74% delle figlie. Sull’utilizzo della pillola del giorno dopo sono molto e abbastanza favorevoli il 53% delle mamme contro il 70% delle figlie ma, in caso di rischio reale di gravidanza che non può essere affrontata, il 68% delle madri preferirebbe che la figlia prendesse la pillola del giorno dopo e l’81% delle figlie la prenderebbe.

Liberalizzazione della vendita
A distanza di tre anni dal provvedimento dell’Aifa che ha tolto l’obbligo di ricetta per la nuova pillola del giorno dopo (ulipristal acetato), per le donne maggiorenni è stata sondata l’opinione di madri e figlie per capire quale è il loro giudizio. Ancora una volta, l’apertura delle figlie verso questa opportunità è stata maggiore delle loro mamme: l’80% delle madri pensa che la liberalizzazione è stata molto o abbastanza positiva contro il 91% delle figlie. E sul divieto di vendita della pillola del giorno dopo alle minorenni il 20% delle mamme pensa sia poco o per niente giusto contro il 34% delle figlie. “Se in Italia la pillola del giorno dopo fosse fornita gratuitamente, si stima che il Servizio Sanitario Nazionale potrebbe risparmiare tra i 10 e i 15 milioni di euro l’anno”, ha commentato Arisi.

Facilità di acquisto?
Nell’aggiornamento della Farmacopea Ufficiale, realizzato recentemente dal tavolo tecnico istituito dall’ex Ministro Beatrice Lorenzin, la Ce non è stata inserita nell’elenco dei farmaci indispensabili da tenere sempre in farmacia. A questo proposito madri e figlie fanno fronte comune nel sostenere la necessità che la pillola del giorno dopo debba essere sempre a disposizione di chi lo richiede e, pertanto, che sia inserita nell’elenco dei farmaci indispensabili: l’88% delle mamme e il 91% delle figlie pensano che il farmacista dovrebbe averla sempre in farmacia. Se il farmaco non è inserito in tale elenco, in buona sostanza, il farmacista non è obbligato ad averlo “fisicamente” in farmacia.

Informazione, punto dolente
L’insufficienza dell’informazione sulla contraccezione, in particolare su quella d’emergenza continua ad essere la maglia debole della catena. Oltre il 50% di madri e oltre il 60%di ragazze non sa ancora quali siano le differenze tra ulipristal acetato e levonorgestrel, anche se la nuova pillola del giorno dopo, ulipristal acetato, risulta in ogni caso, sia per le mamme che per le figlie, più efficace e sicura dell’altra. E così le notizie in materia a disposizione delle donne sono insufficienti o del tutto insufficienti per il 56% delle madri e il 63% delle figlie. Ma a chi spetta il compito di informare? E’ responsabilità del ginecologo per il 52% delle madri e della scuola e degli insegnanti per il 56% delle figlie.

“Le informazioni sulla contraccezione, e in particolare sulla contraccezione d’emergenza ha precisato Arisi – dovrebbero entrare di diritto all’interno dei curricula formativi scolastici pur con un dettaglio di informazioni modulato in relazione con le classi di età. Perché la conoscenza impedirebbe errori e conseguenti problemi che possono inficiare in modo definitivo la qualità della vita della donna. Ne è esempio palpabile la notevole frequenza delle cosiddette school pregnancies (gravidanze scolastiche) dei paesi anglosassoni (Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada) che risultano un problema per le famiglie e la società, e dove l’aborto delle minorenni è piuttosto frequente”.

“Ma le istituzioni e gli operatori della sanità – ha proseguito – dovrebbero anche favorire l’utilizzo della contraccezione d’emergenza attraverso progetti mirati nelle popolazioni più fragili (adolescenti ed immigrati) onde ridurre in questi gruppi il ricorso all’aborto volontario. Esperienze di questo tipo sono in atto con buoni risultati da anni in alcune nazioni, ad esempio in Francia, dove la contraccezione emergenza può essere distribuita nelle scuole dalle infermiere gratuitamente e in modo anonimo già dal 2002, e dove nelle farmacie le minorenni possono avere gratuitamente ogni contraccettivo dal 2013”, ha concluso l’esperto.

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