Cure omeopatiche: acqua fresca?

6 ottobre, 2015 nessun commento


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shutterstock_229613101Silvio Garattini non ha dubbi nel rispondere sì e, con alcuni autorevoli ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano, di cui è direttore scientifico, ha curato il libro dal titolo inequivocabile: “Acqua fresca? Tutto quello che bisogna sapere sull’omeopatia”, in libreria dall’inizio di ottobre 2015.

Vittorio Bertelè farmacologo clinico (capo del Laboratorio di Politiche Regolatorie del Farmaco presso l’Istituto Mario Negri di Milano) nell’introduzione spiega i fondamenti teorici dell’omeopatia, a partire dai suoi esordi nella seconda metà del ‘700 basati su “diluizioni – afferma – che portano spesso a eliminare qualsiasi traccia del principio attivo originario, giustificando così il titolo del libro, ma senza punto di domanda”.

Garattini affronta l’evoluzione della legislazione italiana, “centrata sulla sicurezza/non nocività del prodotto omeopatico e non sulla dimostrata capacità terapeutica. “Da ciò dipendono – spiega – diverse contraddizioni”. “Per esempio,  – aggiunge – “sulla documentazione di accompagnamento dovrebbe essere presente, in modo ben visibile, una scritta nella quale si evidenzia che  le indicazioni per cui il prodotto è venduto, non sono basate su alcuna dimostrazione scientificamente provata dell’efficacia del medicinale omeopatico o antroposofico”.

La medicina antroposofica è un ampliamento della medicina convenzionale; il medico che orienta la sua professione in senso antroposofico si sforza di cogliere il significato della malattia riguardo alla sua evoluzione corporea, psichica e spirituale, tenendo conto delle leggi intrinseche alla biografia dell’uomo.

“I prodotti omeopatici, però – argomenta il farmacologo – possono essere venduti solo in farmacia, su prescrizione medica o su indicazione del farmacista, consentendo così l’affermarsi di una convinzione di efficacia, salvo poi negarne il rimborso da parte del Servizio Sanitario, ma al contempo permettendone la deducibilità fiscale del costo”.

Giorgio Dobrilla (Primario Gastroenterologo Emerito, Ospedale Regionale di Bolzano – Professore a Contratto alla Facoltà di Medicina dell’ Università di Parma) esamina la letteratura scientifica sull’omeopatia e riporta la conclusione del National Health and Medical Research Council australiano, secondo cui “non è emersa alcuna prova certa che l’omeopatia sia efficace per il trattamento della gamma di condizioni di salute considerate …”.

Infine, Emilio Benfenati (Laboratorio di Medicina e Tossicologia Ambientale  – Istituto Mario Negri) affronta i tentativi di dare risposte scientifiche ai vuoti teorici sulla sostanziale mancanza del principio attivo nel prodotto omeopatico. E rileva che la tesi  della “memoria dell’acqua” ipotizzata da Luc Montagner, “non ha retto alle evidenze sperimentali, dimostrando, al contrario, che l’omeopatia fa acqua da tutte le parti” – conclude Benfenati.

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