Da Expo: mangiare a scuola in sicurezza

5 ottobre, 2015 nessun commento


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shutterstock_76861636Non tenere fuori dal frigo i cibi che devono essere conservati al fresco e lavarsi le mani prima di toccarli: sono le prime tra le regole che anche i bambini dovrebbero seguire per proteggersi dal rischio di infezioni alimentari, a scuola e a casa.

Lo ha spiegato Jessica Viani, responsabile sicurezza alimentare di Cir Food, azienda che fa parte di ORICON (Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione), all’incontro sulla sicurezza alimentare nelle mense scolastiche organizzato dal ministero della Salute presso il Padiglione Italia all’Expo.

Secondo le linee di indirizzo del Ministero una ristorazione scolastica di qualità deve contribuire a promuovere la salute. I pasti forniti devono essere sani, di qualità nutrizionale appropriata ed equilibrata, e sicuri. In Italia, secondo i dati del Ministero, il 53,4% degli studenti iscritti alla scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, pranza a scuola.

”Non è facile far capire a un bambino delle elementari cos’è la sicurezza alimentare – spiega Viani – ma è importante che sappiano che a preparare il cibo che mangiano a scuola ci sono degli esperti del settore ‘educati’ a non fargli venire ‘il mal di pancia’, che lavorano indossando camici bianchi e cuffie, che si lavano spesso le mani e controllano la temperatura cui sono conservati i cibi”.

Se infatti gli alimenti si trovano a 50-60C° (temperatura della cucina) iniziano a proliferare batteri e microbi. ”Per questo i cibi vanno conservati in frigorifero, una regola che devono tenere a mente anche i bambini – continua Viani. Dalla mensa possono portarsi via solo pane e frutta, ma alimenti freschi, come lo yogurt ad esempio, non possono stare nello zaino per giorni e devono essere consumati subito”. Ovviamente anche i più piccoli devono imparare a lavarsi le mani prima di mangiare e toccare i cibi. ”I microbi non arrivano ‘volando’ sulle cose che si mangiano – conclude Viani – ma perché qualcuno ce li porta, magari con le mani”.

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