Denti. I cibi sì e i cibi no

13 marzo, 2018 nessun commento


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La ricetta per un sorriso a 32 denti e senza carie è a base di fibre, vitamina C e cibi croccanti. A spiegare quali sono gli alimenti amici e nemici di denti e gengive è Francesco Cairo, esperto della Società italiana di Parodontologia (SidP). “Il dentista non dovrebbe spiegare solo come fare una corretta igiene orale, ma anche raccomandare di mangiare in maniera equilibrata e condurre stili di vita sani, perché la salute della bocca va di pari passo con quella di tutto l’organismo”.

Dai denti a tutto l’organismo
Tra salute della bocca e malattie di tutto l’organismo esiste un legame fortissimo, spiega Cairo, responsabile dell’Unità di Ricerca Clinica in parodontologia dell’Università di Firenze. Obesità e diabete infatti aumentano il rischio di parodontite, e allo stesso tempo quest’ultima peggiora il diabete.

I cibi ‘sì’
Via libera alla dieta mediterranea, ma in particolare “si’ a frutta fresca, soprattutto quella ricca di vitamina c come il kiwi o mirtilli, perché riduce rischio sanguinamento gengive grazie all’effetto antinfiammatorio – spiega l’esperto – Latte e derivati nei bimbi sono molto importanti, perché sono più suscettibili alle carie e gli alimenti ricchi di calcio, nei più piccoli, aumentano la mineralizzazione dei denti. Ma questo non è altrettanto valido per gli adulti, poiché i denti sono già mineralizzati. Sì, a fine pasto a ortaggi o frutta croccante come carota e sedano o mele, per smuovere meccanicamente con le fibre la placca”.

I cibi ‘no’
No a zuccheri raffinati perché rappresentano un terreno ottimo di diffusione per i batteri che causano le carie, e “no bevande gassate o succhi, perché oltre a essere zuccherini sono acidi e possono intaccare lo smalto”, sottolinea l’esperto.

Carni e legumi
Non sottovalutare, infine, conclude l’esperto della SIdP, l’importanza di carni e legumi, “non tanto perché influenzino in modo diretto denti e gengive, ma perché sono importanti in generale per sostenere il sistema immunitario. Le difese immunitarie devono infatti essere ben funzionanti per controbilanciare gli attacchi batterici che sono all’origine delle carie”.

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