Dieta mediterranea: un patrimonio dell’umanità trascurato dagli italiani

10 maggio, 2016 nessun commento


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dieta mediterraneaE’ al via la terza edizione della Campagna “Curare la salute”, che quest’anno rilancia il “Test della piramide alimentare” rinnovato con consigli personalizzati per età, sesso ed esigenze specifiche. Non sono, però, rassicuranti i dati che emergono dall’analisi dei dati rivelati dalle precedenti edizioni dell’indagine di Curare la Salute, realizzata in collaborazione con GfK-Eurisko, sulle abitudini alimentari del nostro Paese. In pratica gli italiani credono di mangiare bene, ma in realtà non è così. Ad un anno dall’apertura di Expo, dove l’Italia ha potuto vantare i benefici della dieta mediterranea, la fotografia delle abitudini alimentari del nostro Paese ritrae, di fatto, una situazione distante dal modello mediterraneo tanto osannato. E’ quanto emerge anche dall’intervento del professor Michele Carruba, direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano, all’apertura della sessione “Malnutrizione vitaminica e minerale” nell’ambito del congresso “Spazio Nutrizione” da poco concluso a Milano, nella quale sono stati presentati in anteprima i dati relativi ad oltre 15.000 test compilati sul sito Curare la salute.com e rielaborati da GfK-Eurisko.

I consumi reali e le carenze
Solo 2 italiani su 10 consumano il giusto quantitativo di frutta e solo 3 su 10 quello corretto di verdura, nonostante pensino di mangiare adeguatamente questi alimenti, per i quali sono raccomandate 4 o 5 porzioni quotidiane. Molto basso risulta anche il consumo quotidiano di latte e derivati: “Il 77% dichiara infatti di non consumarne a sufficienza – aggiunge Carruba – e questo li espone potenzialmente ad una carenza di Calcio, sostanza fondamentale per il corretto mantenimento del proprio sistema scheletrico. L’assunzione corretta di latte e derivati è particolarmente importante soprattutto per la popolazione over 60, le cui ossa sono più fragili e circa l’84% dichiara di non mangiarne a sufficienza”.

Dalla ricerca risulta anche che il 21% della popolazione italiana non ha un corretto apporto di vitamina D, micronutriente fondamentale per la salute delle nostre ossa e del nostro sistema immunitario, che dovrebbe essere garantito, oltre che con l’esposizione al sole, anche grazie all’alimentazione”, sottolinea Carruba. I dati evidenziano che solo 2 italiani su 10 assumono correttamente latticini, mentre 3 su 10 non mangiano il giusto quantitativo di uova, alimenti ricchi proprio di questa vitamina. E anche il pesce risulta essere un grande assente dalle tavole degli italiani, a consumarne il corretto quantitativo settimanale è solo 1 italiano su 3, come anche per la frutta a guscio, che viene consumata nei quantitativi raccomandati da solo 1 italiano su 2. “Questi due dati evidenziano come la dieta degli italiani sia povera anche di acidi grassi omega-3, che contribuiscono al corretto funzionamento del cuore, a mantenere normali i valori della pressione sanguigna e il livello dei trigliceridi nel sangue”, prosegue Carruba. Tra l’altro, l’evidenza della carenza di omega-3, analizzata dalla ricerca GfK, risulta particolarmente rilevante nelle fasce più giovani della popolazione (64% mangia poco pesce mentre il 73% poca frutta a guscio), per i quali gli omega-3 risultano fondamentali per lo sviluppo delle funzioni cognitive.

“L’acqua è il nutriente fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo umano” spiega Michele Carruba “Dai dati analizzati risulta, però, che metà della popolazione italiana non percepisce l’importanza di questa sostanza”. Solo 1 Italiano su 2 (46%) beve meno di 1,5 litri di acqua al giorno, la percentuale si abbassa se si analizza il comportamento delle donne over 50. “E’ fondamentale assicurarsi di bere giornalmente il giusto quantitativo di acqua, in particolare con l’avanzare dell’età, poiché questa sostanza, oltre ad interviene in tutte le reazioni metaboliche del nostro organismo, favorisce l’eliminazione delle sostanze di rifiuto e favorisce un’adeguata lubrificazione delle nostre articolazioni”, conclude il professore.

La Campagna “Curare la Salute”, iniziativa che nasce con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prendersi attivamente cura di sé, partendo dall’alimentazione e da uno stile di vita virtuoso, promossa con il contributo incondizionato di Pfizer Consumer Healthcare, è patrocinata dall’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), dalla Federazione italiana unitaria di titolari di farmacia (Federfarma), dalla Federazione Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), dalla Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) e dal Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi Di Milano. Tra i componenti del comitato scientifico, Annarosa Racca, Presidente di Federfarma, Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano, Luigi Canciani, Responsabile Nazionale Area Prevenzione ed Educazione alla salute Simg, Francesco Carlo Gamaleri del Consiglio Direttivo FOFI delle province di Milano, Lodi e Monza Brianza e Paolo Vintani, vice presidente Federfarma Milano.

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