Donne italiane: più longeve degli uomini ma anche più malate

14 dicembre, 2017 nessun commento


Share

Forse non tutti sanno che le donne italiane vivono più a lungo degli uomini, ma con maggiori problemi di salute. Le hanno ribattezzate ‘generazione argento’: sono i 7,5 milioni di italiane over-65 che detengono il primato di longevità nel Paese. Vivono infatti in media 4,5 anni in più degli uomini (85 contro 80 anni) e sono ben 2 milioni in più dei loro coetanei ma, pur essendo le assolute protagoniste dell’invecchiamento della popolazione italiana, le donne si guadagno al contempo un triste primato: sono più malate, hanno maggiori disabilità gravi, ma sono pure più sole, con meno istruzione ed un reddito più basso. Inoltre, il 65% degli over-65 vittime di abusi è donna.

L’identikit della salute ‘argento’ al femminile è tracciato dal libro ‘La salute della donna. La nuova longevità: una sfida al femminile’ di Onda, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna, realizzato con la collaborazione di Farmindustria e presentato ieri.

I dati rilevati delineano un vero e proprio ‘paradosso donna’: le italiane sono più longeve ma, a loro sfavore, sono più malate, il 72% delle over 75 ha 2 o più malattie croniche, rispetto al 58% degli uomini; hanno una salute peggiore, 1 su 3 ha limitazioni funzionali gravi e hanno forti disabilità nel 37,8% dei casi contro il 22,7% degli uomini.

Negli over-65 molte malattie croniche sono inoltre a prevalenza femminile, come artrosi (59,4% donne e 38,9% uomini), emicrania (14,6% vs 7,1%), ansia e depressione (16,7% vs 9,0%) e Alzheimer e demenze (5,1% vs 3,1%).

A tutto ciò si aggiunge il più ampio consumo di farmaci a cui si associa un rischio più elevato di eventi avversi. Non solo: giocano a loro sfavore anche fattori socio-economici come la solitudine (sono più spesso vedove) e la situazione economica, basti pensare che il loro reddito previdenziale è mediamente inferiore di circa 6 mila euro rispetto agli uomini, come conseguenza degli squilibri di retribuzione nel lavoro tra i due sessi.

Dunque, se l’Italia è il primo paese più longevo in Europa ed il secondo nel mondo dopo il Giappone, è anche vero che le longeve italiane versano spesso in condizioni critiche. Il “motivo per cui le donne vivono di più – sottolinea Nicoletta Orthmann di Onda – non è ad oggi chiaro. Di certo, però, per migliorare il loro quadro di maggiore fragilità l’elemento su cui puntare è la prevenzione.

E’ infatti vero che il modo in cui invecchiamo è scritto nei geni, ma solo in parte”. Ciò anche considerando, afferma il presidente della Società italiana di psicogeriatria Marco Trabucchi, che “pure a 80 anni è sempre possibile modificare in meglio le proprie condizioni di salute. Fondamentale però è contrastare la solitudine femminile che, nella società moderna, sta diventando un grande problema sociale che è anche di rilievo clinico“.

Esistono inoltre, rileva il vicepresidente della Società italiana di psichiatria Salvatore Varia, “fattori di protezione per un invecchiamento di successo, a partire da una dieta bilanciata, attività fisica, stimolazione cognitiva e meditazione”. Ma la parola d’ordine per invecchiare bene, soprattutto per le donne, ha spiegato, è ‘resilienza’, ovvero la capacità di adattamento e risposta in positivo alle avversità.

Importante, sul fronte terapeutico, è anche sviluppare farmaci a ‘misura di donna’ perché, ha sottolineato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, “la donna non è un uomo al femminile”. Onda, conclude la presidente Francesca Merzagora, “ha accettato la sfida, occupandosi delle donne non solo come ‘anziane’ ma anche per la funzione sociale che rivestono all’interno della famiglia”.

Tag:, , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*