Ecco perché il durian è il frutto più puzzolente del mondo

10 ottobre, 2017 nessun commento


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(Reuters) – Noto per essere il frutto più “puzzolente” del mondo, ora a spiegare il perché del caratteristico odore pungente del durian è un team di scienziati di Singapore, i quali hanno individuato i geni deputati alla produzione di composti volatili a base di zolfo, responsabili dell’aroma distintivo del frutto asiatico. A mappare il genoma del frutto, conosciuto in Asia come il “re dei frutti”, e scoprire che i geni si attivano quando il frutto matura, sono stati Bin Tean Teh, vice direttore del National Cancer Center e colleghi. La ricerca è stata pubblicata su Nature Genetics.

Il perché nel genoma
I ricercatori asiatici hanno sequenziato il genoma della varietà di durian nota come Musang King, scoprendo che ha circa 46mila geni, quasi il doppio di quelli del genoma umano. Inoltre, gli scienziati sono arrivati a tracciare l’evoluzione del frutto fino a 65 milioni di anni fa, identificando anche un’antica parentela con i frutti del cacao. A differenza di altre specie vegetali, che in genere hanno una o due copie di questi geni, il durian avrebbe quattro copie, il che dimostra perché la produzione dei composti volatili caratteristici dell’odore di questo frutto sia particolarmente abbondante. L’odore, secondo gli scienziati, potrebbe essere importante per il frutto, in natura, perché attirerebbe gli animali che lo mangiano e disperdono così i suoi semi.

Aroma di scalogno fritto
“L’odore del durian è stato descritto come un mix di aromi simili all’odore della cipolla con note di frutta dolce. Il componente chiave dell’odore del durian sono i composti volatili dello zolfo, caratteristici delle uova marce, degli odori simili a quello di cipolla e dello scalogno fritto”, spiega Tean Teh. Il durian viene mangiato fresco, cotto, fermentato o come ingrediente di caramelle e prodotti alimentari. Secondo i ricercatori, ci sono almeno 30 specie di durian, alcune commestibili e altre no. Il frutto è comunque importante a livello economico con importazioni in Cina, lo scorso anno, che hanno raggiunto tra i 600 e gli 800 milioni di dollari.

Fonte: Nature Genetics
di Will Dunham

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Nutri&Previeni)

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