Enzima “mangia-glutine” potrebbe aiutare i soggetti sensibili

19 maggio, 2017 nessun commento


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(Reuters Health) – E se a ridurre la tossicità del glutine per chi soffre di sensibilità fosse un enzima che viene assunto come integratore alimentare prima dei pasti? Si chiama prolil endoproteasi la molecola “mangia-glutine”: per ora gli studi sono in una fase molto preliminare, ma alcuni ricercatori svedesi sostengono che l’enzima, derivato da aspergillus niger (AN-PEP), sia in grado di scomporre piccole quantità di glutine nell’apparato digerente, fungendo da possibile protezione per i pazienti sensibili alla molecola, contro i sintomi gastrointestinali che emergono dopo un’involontaria esposizione alla sostanza. Forse non si tratterà di una bacchetta magica che permetterà ai pazienti di reintegrare nella propria alimentazione pasta e pane, ma un possibile valido aiuto per andare a cena fuori con più serenità e scongiurare eventuali sintomi fastidiosi da contaminazione crociata con altri cibi, sì. L’AN-PEP “potrebbe permettere ai pazienti sensibili al glutine di sentirsi più sicuri quando vanno al ristorante con gli amici e non possono avere la certezza che un alimento sia totalmente privo di glutine. Oppure, per mettersi al riparo da quei prodotti acquistati nei supermercati non etichettati come gluten-free, che potrebbero contenere tracce di glutine”, ha affermato la ricercatrice principale Julia Konig della School of Medical Sciences dell’Università di Orebro, in occasione della Settimana delle malattie dell’apparato digerente. “Poiché anche piccoli quantitativi di glutine possono avere effetti sui pazienti sensibili allo stesso, tale integratore potrebbe rivestire un ruolo importante contro il glutine residuo spesso causa di sintomi sgradevoli”, ha spiegato. Un precedente studio ha dimostrato che l’AN-PEP riusciva a scomporre il glutine se infuso intragastricamente in un pasto liquido tramite un sondino. “Il nostro studio è il primo a testare la capacità dell’enzima di scomporre il glutine in un contesto più normale di pasto fisiologico nei soggetti sensibili al glutine”, spiega l’esperta.

Lo studio

In uno studio cross-over controllato con placebo e randomizzato, 18 pazienti sensibili al glutine hanno ingerito porridge contenente circa 0,5 g di glutine sotto forma di due biscotti al grano sbriciolati e una compressa contenente una dose scarsa o elevata di AN-PEP o placebo. Nel giro di tre ore, l’enzima ha significativamente ridotto le concentrazioni di glutine nello stomaco e nel duodeno rispetto al placebo sia a dosi elevate che basse. Nello stomaco, i livelli di glutine, sia nel gruppo che aveva assunto dosi elevate di glutine che in quello che aveva assunto dosi esigue, erano l’85% inferiori rispetto al gruppo trattato con placebo. Nel duodeno, tali livelli risultavano ridotti dell’81% nel gruppo con la dose elevata e dell’87% in quello con la dose bassa versus placebo. “Non stiamo dicendo che l’AN-PEP fornirà alle persone sensibili al glutine la possibilità di uscire e ingerire grandi quantitativi di glutine come un intero piatto di pasta o una pizza”, sottolinea l’esperta. Inoltre, il team di ricerca non ha testato l’enzima in pazienti celiaci, poiché anche piccoli quantitativi di glutine possono provocare danni a lungo termine in questi soggetti. L’AN-PEP è attualmente disponibile negli Stati Uniti come integratore sviluppato da DSM, una multinazionale tedesca che ha fornito l’enzima per lo studio ma non ha offerto alcun altro supporto.

 

 

Digestive Disease Week 2017

di Megan Brooks

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Nutri&Previeni)

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