Età della pubertà e vita sessuale attiva dipendono anche dai geni

19 aprile, 2016 nessun commento


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vita sessualeUna nuova ricerca suggerisce che alcune mutazioni geniche possono influenzare l’età della pubertà, che a sua volta influenza quella del primo rapporto sessuale e quella in cui si ha il primo figlio. A identificarle, per la prima volta, sono stati i ricercatori dell’Università di Cambridge, coordinati da John Perry, grazie ad uno studio condotto su oltre 380mila persone, descritto sulla rivista Nature Genetics.

Lo studio
La ricerca per la prima volta ha messo in relazione l’orologio biologico che regola la pubertà nelle donne (che nell’arco di un secolo è anticipata di oltre cinque anni, passando dai 18 anni del 1880 ai 12,5 anni del 1980), con gli altri fattori che determinano l’inizio dell’attività sessuale. Finora si sapeva che a influenzare l’età del primo rapporto sessuale fossero fattori sociali e familiari. Ora si è visto che anche i fattori genetici hanno un peso, anche se non si sa quanto con precisione. Per identificare le differenze genetiche che regolano la vita sessuale, i ricercatori hanno analizzato i dati genetici di circa 120mila donne e uomini tra i 40 e 69 anni custoditi in una bio-banca inglese.

In questo modo hanno rilevato 38 varianti genetiche collegate all’età del primo rapporto sessuale. Gli stessi risultati li hanno avuti analizzando i dati genetici di 241mila persone finlandesi e 20mila donne americane con origine europea. Hanno così visto che sia l’età del primo rapporto che del primo figlio sono collegate, in parte, con i geni che agiscono sull’età della pubertà e alcuni tratti della personalità. Molte di queste varianti si trovano in alcuni geni, o nei loro dintorni, coinvolti nello sviluppo cerebrale, nella tendenza a comportarsi in modo rischioso, ad avere un temperamento irritabile, e ad una serie di comportamenti riproduttivi, come l’età cui si ha il primo figlio e il numero di figli. Come si è visto per una variante del gene Cadm2, che controlla le connessioni delle cellule cerebrali, che è collegata al comportarsi in modo più rischioso, ad avere rapporti sessuali più precoci e più figli.

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