Expo: prevenire la malnutrizione nelle donne

8 ottobre, 2015 nessun commento


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shutterstock_181667303“La malnutrizione durante la gravidanza è un problema che riguarda tutto il mondo, sia i paesi poveri che quelli ricchi”.

Lo ha spiegato Andrea Pezzana, docente di Nutrizione clinica dell’università di Torino, nell’incontro  all’Expo dal titolo “Stili di vita e prevenzione della malnutrizione per difetto” organizzato dal ministero della Salute nell’ambito del progetto “Spazio donna”.

”Le carenze nutrizionali durante la gestazione possono produrre danni al feto – sottolinea Pezzana – “Purtroppo si tratta di un problema presente in tutto il mondo. Nei paesi del sud della terra un miliardo di persone deve far fronte alla carenza di cibo, mentre nei paesi ricchi spesso le donne seguono un’alimentazione troppo restrittiva per non aumentare troppo di peso, o seguono una dieta ‘casuale’, con cibi di scarsa qualità nutritiva”. Il rischio è di andare in contro a carenze di micronutrienti (vitamine) e sali minerali”. “E’ poi ovviamente, importante per tutti, ma soprattutto in gravidanza, l’attività fisica che va adattata alle condizioni fisiche della donna”.

Ma ci sono altre fasi della vita della donna in cui una cattiva nutrizione può avere delle conseguenze dannose. Ad esempio nell’adolescenza i regimi alimentari ”troppo restrittivi” possono causare disturbi alimentari, mentre nel periodo precedente la menopausa il rischio è l’osteoporosi.

“Pochi sanno che una delle prime cause di perdita di calcio dall’osso è rappresentata dall’eccesivo consumo di sodio (sale) “’. Il latte e i formaggi sono utili per via del calcio, ma senza esagerare, avverte Pezzana, ”perché contengono anche grassi”.

“Infine, ma non per ultimo, nella terza età, si rischia di andare incontro alla sindrome da perdita di massa muscolare (sarcopenia), che porta ad una diminuzione di autonomia e funzionalità”.
”La malnutrizione negli anziani – conclude l’esperto – ha un ruolo molto importante. Bisogna considerare che gli anziani sono a rischio di carenze nutrizionali per isolamento sociale e anche per il ridotto potere d’acquisto”.

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