Focus/ Mal di testa con aura. Come gestirlo

25 maggio, 2017 nessun commento


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Un malessere ben noto a chi soffre di un particolare tipo di emicrania, che debilita le persone e le frena nella loro quotidianità. Disturbi visivi, intorpidimento degli arti e difficoltà di linguaggio sono i sintomi più comuni. La sentite arrivare mentre siete al lavoro o durante una cena con persone che non conoscete bene. Quella sensazione tanto nota quanto debilitante che vi provoca offuscamento del campo visivo, lampi di luce, formicolio agli arti, magari difficoltà a parlare. È l’aura, un malessere che si accompagna a un certo tipo di emicrania e che non è conseguenza di stili di vita sbagliati, ma di una predisposizione genetica in chi ne è colpito: se qualcuno ne soffre è più probabile che anche i suoi famigliari (non per forza i figli) ne siano interessati.

Che cos’è l’aura
Questo malessere si esaurisce in un’ora e mezza e può precedere o arrivare in contemporanea con il mal di testa. Il dolore, però, può durare fino a tre giorni. Ma che cos’è l’aura, al di là dei sintomi? “Si tratta di un’aumentata eccitabilità elettrica di alcune aree del cervello – spiega Paolo Rossi, responsabile del Centro Cefalee dell’Ini di Grottaferrata (Roma) e vicepresidente dell’associazione EHA (European Headache Aliance) – Quando questa raggiunge una certa soglia si genera sulla superficie esterna del cervello un’onda elettrica che lo percorre, creando dei disturbi nei punti in cui passa”. Visto che l’onda parte spesso dalla parte posteriore del cervello, quella in cui risiede la funzione visiva, i problemi più frequenti sono proprio quelli che riguardano la nostra vista. “Tra chi soffre di questa forma di emicrania, il 15% ha anche un formicolio che può interessare gli arti, la lingua e le labbra, mentre nel 5% dei casi l’aura si accompagna anche a un disturbo del linguaggio”.

Fattori scatenanti
L’aura può partire in seguito a stimoli luminosi: flash, fari delle macchine, contrasti marcati di luci e di ombre, una tenda che si apre all’improvviso facendo irrompere la luce del sole… Sono tutte situazioni all’apparenza banali che nella pratica possono innescare il fenomeno. “Si aggiungono poi i fattori scatenanti dell’emicrania comune, che sono molto diversi tra loro, ma hanno in comune il fatto di essere deviazioni rispetto alla norma”, spiega Rossi. Sbalzi ormonali, digiuno, brusche variazioni atmosferiche sono alcuni esempi, ma anche qualche giorno di relax dopo un periodo di stress, come il weekend per chi lavora durante la settimana, o la fase successiva a un esame per gli studenti.
Chi soffre di questo disturbo non dovrebbe fumare né assumere la pillola: “Questi fattori aumentano infatti di sette volte il rischio di ictus”, sottolinea l’esperto.

L’aura-fobia
Chi soffre di emicrania con aura rischia di limitarsi nella propria quotidianità, evitando alcune situazioni per timore di essere colpito dal disturbo. “È importante che le persone mantengano il controllo delle proprie aure e non ne siano succubi”, osserva Rossi. Il risultato si ottiene creando una rete di sicurezza attorno a sé: “È importante parlarne con i colleghi di lavoro e non nasconderlo alle persone che ci circondano, nemmeno durante una crisi. È un problema neurologico transitorio e reversibile: non si deve aver paura di mostrarlo”.

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