Gli omega 3 del pesce aiutano a invecchiare bene

25 ottobre, 2018 nessun commento


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(Reuters Health) – Secondo un recente studio USA, le persone hanno maggiori probabilità di invecchiare senza problemi di salute quando presentano una buona quantità di acidi grassi omega 3 nel sangue.

Gli autori – guidati da Heidi Lai della Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University di Boston – si sono concentrati sul cosiddetto “invecchiamento sano”, ovvero la quantità di anni che le persone subiscono senza sviluppare disabilità o problemi di salute fisici o mentali. I dati esaminati riguardavano 2.622 adulti, che avevano in media 74 anni, seguiti dal 1992 al 2015. Durante l’intero periodo di studio, solo l’11% è invecchiato in maniera sana.

Lo studio
I ricercatori hanno misurato i livelli nel sangue di omega 3 all’inizio dello studio e dopo sei e 13 anni. Tra gli omega 3 misurati figuravano acido eicosapentaenoico (EPA), acido docosaesaenoico (DHA) e acido alfalinoleico (ALA). Le principali fonti alimentari di EPA, DHA e DPA sono rappresentate dal pesce, mentre l’ALA è contenuto soprattutto in noci, semi e verdure a foglia verde.

Sulla base di queste misurazioni, i ricercatori hanno diviso i partecipanti in quintili, dai livelli più bassi a quelli più alti di omega 3 nel circolo sanguigno.

Dopo aver considerato i fattori sociali, economici e di stile di vita, gli autori dello studio hanno scoperto che le persone con i più alti livelli di EPA derivanti dal consumo di pesce avevano il 24% in meno delle probabilità di avere un invecchiamento non sano rispetto a quelle con i livelli più bassi di questo acido.

Quanto ai livelli di DPA, i partecipanti nei tre quintili superiori presentavano dal 18% al 21% in meno di probabilità di invecchiare in maniera non sana. Tuttavia, il DHA assunto tramite il pesce e l’ALA assunto mangiando verdura non sembravano influire sulla possibilità di un invecchiamento attivo.

Le conclusioni
“Una possibile spiegazione di questo effetto è che gli omega 3 contribuiscono a regolare la pressione, la frequenza cardiaca e l’infiammazione”, osservano gli autori dello studio.

Precedenti ricerche avevano associato gli omega 3 a un minor rischio di aritmia, livello inferiore di lipidi nel sangue, rischio ridotto di placca arteriosa e pressione leggermente inferiore.

Fonte: Reuters Health News
Lisa Rapaport
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Nutri & Previeni)

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