Gravidanza. Dalla Siru la rassicurazione: “non temere il vaccino anti Covid”

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“Le donne che desiderano un figlio non hanno necessità di evitare la gravidanza prima o dopo la vaccinazione” contro il Covid. Essere incinta, infatti, non è una controindicazione a vaccinarsi. Anzi, per le future mamme che soffrono di diabete, obesità e malattie cardiache, è fortemente consigliato. A suggerirlo, la Società Italiana di Riproduzione Umana (Siru), che offre una risposta alle domande di centinaia di utenti dei centri di fecondazione assistita italiani che stanno arrivando al call center messo a disposizione dagli esperti Siru.

“Riceviamo tantissime chiamate da parte di coppie preoccupate – spiega Antonio Guglielmino, presidente Siru – perché per alcuni vaccini, come quello contro la rosolia, è sconsigliata una gravidanza nei tre mesi successivi alla vaccinazione, per via dei possibili effetti dannosi sul feto. Al contrario, con il vaccino contro il Covid non c’è un’interazione negativa e chi si vaccina oggi non deve attendere del tempo per una gravidanza”.

Le evidenze si legge in un documento redatto dalla Task Force Covid della Siru, “sono ancora insufficienti per poter raccomandare l’uso routinario in gravidanza del vaccino anti Covid. Questa carenza di dati pero’  non è sorprendente, in quanto le donne gravide sono escluse dalle sperimentazioni”. Non vi sono quindi preoccupazioni dettate da dati scientifici “ma semplicemente da assenza di dati su benefici e i rischi”.

L’opportunità di fare o meno il vaccino in gravidanza quindi “dovrebbe essere discussa caso per caso”. In particolare possibili benefici devono essere “considerati nei casi in cui la paziente presenta fattori di rischio per la forma grave di Covid-19, come pregresso trapianto di organo, diabete, obesità, fibrosi cistica e asma severa, anemia falciforme, necessità di terapie immunosoppressive, dialisi o malattie renali croniche, malattie cardiache congenite o acquisite”.

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