Gravidanza: una proteina in calo rivela rischio depressione

16 gennaio, 2017 nessun commento


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Soffrire di depressione durante la gravidanza appare come un disturbo abbastanza comune: per esempio negli Usa riguarderebbe una donna su sette. E oltre ai problemi per la mamma ne possono insorgere anche altri relativi allo sviluppo del bimbo. In proposito uno studio dell’Ohio State University Wexner Medical Center, pubblicato su Psychoneuroendocrinology, riporta che una ‘spia’ importante della depressione in gravidanza, un biomarcatore, può essere il livello di una proteina del cervello, nota come ‘fattore neurotrofico di derivazione cerebrale (Bdnf)’ che appartiene alla famiglia dei fattori di crescita che hanno un ruolo critico nello sviluppo del sistema nervoso, che durante la gestazione cambia, ma se cala in maniera più ripida del normale soprattutto in alcuni momenti specifici può aumentare il rischio di depressione.

Lo studio
I ricercatori hanno prelevato campioni di sangue da 139 donne durante e dopo la gravidanza e hanno osservato che i livelli della proteina diminuivano notevolmente dal primo fino al terzo trimestre, e successivamente aumentavano dopo il parto. “Le donne che hanno avuto cali più ripidi nei livelli di questa proteina avevano un rischio maggiore di depressione più in là durante la gravidanza e anche di dare alla luce bambini di basso peso alla nascita”, spiega Lisa M. Christian, autrice principale della ricerca.

Ad esempio, livelli più bassi del normale nel secondo e terzo trimestre predicevano maggiori sintomi depressivi proprio nel terzo trimestre. Secondo i ricercatori, individuato il problema ci sono anche le ‘armi’ per agire: gli antidepressivi, che però possono avere effetti collaterali importanti, e soprattutto l’esercizio fisico. “Con l’approvazione del proprio medico – spiega – rimanere fisicamente attive durante la gravidanza può aiutare a mantenere i livelli di Bdnf, con benefici per l’umore e per lo sviluppo del bambino”.

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