I cibi anticancro e i modelli alimentari virtuosi

28 ottobre, 2015 nessun commento


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shutterstock_114287404Cavoli e broccoli, aglio e cipolla, sedano e prezzemolo. Ma anche soia, carciofo, pomodoro, melograno, frutti di bosco e noci. Ecco alcuni cibi che contengono sostanze con potenzialità anticancro, emerse in laboratorio e da verificare sull’uomo.

Li elenca e li illustra Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell’Ospedale Moscati di Avellino e autore del libro “In cucina contro il cancro”.
“Cavoli e broccoli – evidenzia Gridelli – contengono glucosilati, con una spiccata attività antitumorale in alcuni tumori come quello del colon retto o cerebrali; aglio e cipolla contengono invece quercetina, la cui attività antitumorale è stata provata per colon retto e mammella; sedano e prezzemolo hanno il falcarinolo, attivo nella prevenzione dei tumori dell’intestino”.

“Il carciofo, che ha varie sostanze tra cui la cinarina, è caratterizzato da  una spiccata attività contro il mesotelioma pleurico; la soia a bassi dosaggi previene i tumori di mammella ed endometrio; il pomodoro ha il licopene, antiossidante e antitumorale”.

E ancora “il melograno, contro il carcinoma della prostata, i frutti di bosco, contro tumori di mammella e intestino, noci e nocciole, con omega 3 e acido ellagico, attivi contro tumori di mammella, intestino e prostata”.

Infine le spezie, in particolare il curry e la curcuma che ha la curcumina, un “potente antitumorale in fase di studio in laboratorio”, e le erbe aromatiche come l’origano con il carvacrolo, attivo contro il carcinoma della prostata”, continua Gridelli.

Facendo riferimento all’allarme dell’Organizzazione Mondiale Sanità su carni lavorate e insaccati, Gridelli spiega che “la prevenzione passa per la riduzione di carni rosse, più frutta e verdura, cereali, legumi e olio extravergine di oliva, facendo attenzione a sale e alcol”.

Esistono quattro modelli di alimentazione, aggiunge Gridelli: “il carnivoro scorretto, che più volte a settimana consuma insaccati e carne rossa; la dieta mediterranea (poche carni rosse ma proteine da pesce e carni bianche, frutta e verdura, cereali e legumi e olio extravergine di oliva); il regime vegetariano con vegetali, latte e derivati e uova; il regime vegano, in cui si consumano esclusivamente vegetali.  Tra questi, i tre regimi virtuosi sono gli ultimi tre, ma non vi è dimostrazione che uno sia migliore dell’altro”.

Bisogna infine fare attenzione anche alla cottura dei cibi, in particolare quella alla griglia: ”La parte ‘nera’ dei cibi, cioè bruciata, risulta cancerogena. Quanto alle fritture – conclude Gridelli – meglio mangiarle sporadicamente”.

Di Patrizia Maria Gatti

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