Il 50% delle donne soffre di secchezza vaginale dopo i 50 anni

11 giugno, 2015 nessun commento


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shutterstock_90623320Irritazione, bruciore, prurito, infiammazione e dolore durante i rapporti sessuali: questi sono i principali sintomi dell’atrofia vulvo-vaginale (AVV), un disturbo poco conosciuto e sotto diagnosticato che insorge mediamente tra i 40 e i 50 anni e riguarda una donna su due dopo la menopausa. Ne ha parlato oggi Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, di Milano, precisando che questo disturbo consiste nella progressiva modificazione della struttura del tessuto vaginale e vulvare in conseguenza della carenza di estrogeni, che portano ad un assottigliamento delle pareti della vagina che diventano più fragili e meno lubrificate.

“Ad oggi la AVV è una patologia ancora poco conosciuta e sottovalutata anche se ha delle conseguenze molto impattanti dal un punto di vista della qualità di vita della donna – spiega Graziottin – La maggior parte delle donne, infatti, non sa che l’atrofia vaginale è legata alla carenza di estrogeni, che si manifesta con l’avanzare dell’età e proprio per questo di solito, se non curata, si cronicizza con il passare del tempo e tenderà a peggiorare col trascorrere degli anni. Ben il 63% delle donne in post menopausa pensa invece che i disturbi ‘passeranno con l’età’ e di conseguenza poche chiedono aiuto al medico”.

Così l’AVV finisce per diventare, come precisa Graziottin, “il ‘killer segreto dell’intimità di coppia”. Infatti crea problemi anche all’uomo. “La penetrazione è più’ difficile – spiega la sessuologa – e, in alcuni casi può facilitare la comparsa di un vero e proprio deficit di erezione. Molti uomini si sentono rifiutati sessualmente, sebbene il problema sia prima di tutto fisico: senza estrogeni, manca la più potente spinta biologica alla lubrificazione”. Ma esistono terapie per alleviare i sintomi? “Oggi la gamma di trattamenti è abbastanza composita anche per le donne che non possono usare estrogeni, nemmeno locali. Basti pensare a soluzioni alternative come l’acido ialuronico vaginale e il laser vaginale – precisa Alessandra Graziottin – A settembre sarà invece a disposizione in Italia un nuovo farmaco da assumere per bocca, a base di ospemifene, il primo trattamento orale non estrogenico”.

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