Insonnia cronica di madre in figlia

18 settembre, 2015 nessun commento


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shutterstock_34488586Un adulto su dieci soffre di insonnia cronica e in molti casi non ha speranze di miglioramento. Secondo  uno studio americano, infatti, il problema è in parte spiegato da fattori genetici e a trasmetterlo, di generazione in generazione, sono soprattutto le mamme.

Alcuni ricercatori della Virginia Commonwealth University di Richmond hanno studiato coppie di gemelli, evidenziando come le influenze genetiche sui sintomi dell’insonnia negli adulti sono notevoli e in gran parte stabili nel tempo, mentre differiscono in modo significativo per il sesso.

Il gruppo di ricerca ha analizzato, tramite un questionario autosomministrato, i dati relativi a circa 7.500 partecipanti allo studio. Ebbene, la probabilità di ereditare l’insonnia  è risultata del 59% per le donne e del 38% per gli uomini.

“Questo studio indica che i geni possono svolgere un ruolo nello sviluppo dei sintomi di insonnia, più importante per le donne che per gli uomini”, ha detto l’autore principale dello studio Mackenzie Lind, dottorando presso il Virginia Institute for Psychiatric and Behavioral Genetics.

“L’evidenza delle differenze di sesso – aggiunge – può essere utile per indirizzare specificamente le donne a interventi per migliorare il sonno”.

Secondo l’American Academy of Sleep Medicine, i sintomi di insonnia transitoria si verificano dal 30 al 35% della popolazione. Quella cronica, invece, cioè quella che si verifica almeno tre volte alla settimana per almeno tre mesi, colpisce circa il 10% degli adulti.

La difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, svegliandosi prima di quanto desiderato, riguarda più le donne rispetto agli uomini, anche perché, come dimostra lo studio, pubblicato sulla rivista Sleep, a giocare un ruolo determinante sono i geni.

Oltre alla predisposizione genetica però, sottolineano gli autori, restano importanti anche fattori ambientali e stili di vita, come scorretta alimentazione, abuso di alcol e sostanze eccitanti, stress e poca attività fisica.

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