La solitudine abbassa le difese immunitarie

24 novembre, 2015 nessun commento


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shutterstock_100175150Uno studio ha dimostrato che vivere in totale solitudine può indebolire le difese immunitarie di una persona modificando l’attività di geni che controllano il funzionamento delle cellule del sistema immunitario. Queste cellule hanno così più difficoltà a fronteggiare gli agenti infettivi esterni  e sviluppano processi infiammatori dannosi per la salute dell’intero organismo.

Resa nota sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, la scoperta contribuisce a spiegare perché essere soli, isolati, soprattutto in età anziana, aumenta il rischio di morte e di fatto accorcia l’aspettativa di vita. Lo studio è stato condotto da John Cacioppo, psicologo dell’Università di Chicago che da anni studia gli effetti della solitudine sulla salute umana.

Il concetto che la solitudine sia in qualche modo deleteria per la nostra salute è ormai consolidato; Cacioppo e colleghi hanno voluto approfondire in che modo l’isolamento sociale possa esercitare i suoi effetti nocivi. Gli esperti hanno osservato che le cellule immunitarie (in particolare i leucociti cioè i globuli bianchi) di persone che vivono in condizioni di solitudine presentano un’attività genica alterata a favore di geni pro-infiammatori e a discapito di geni importanti per difenderci dagli agenti infettivi. In pratica, nei leucociti di persone sole risultano meno attivi i geni coinvolti nella risposta antivirale.

Gli scienziati hanno altresì visto che questa “debolezza” delle difese immunitarie risulta associata a sua volta a un aumento del rischio di restare in solitudine nel prossimo futuro (l’anno successivo ai test effettuati sui leucociti). In altri termini, si è resa evidente l’esistenza di un circolo vizioso che lega indissolubilmente l’essere soli a un sistema immunitario alterato e viceversa. Gli esperti hanno confermato i risultati con esperimenti su macachi tenuti in isolamento e questi macachi risultavano più vulnerabili alle malattie infettive. I prossimi studi del gruppo di Cacioppo si concentreranno sull’obiettivo di verificare le modalità degli effetti deleteri della solitudine sulla salute e se si possono prevenire negli anziani.

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