Latte: esperti confermano il valore nell’alimentazione quotidiana

8 novembre, 2017 nessun commento


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Gli esperti si sono riuniti in un simposio organizzato da Nutrition Foundation of Italy (Nfi) per “confermare il ruolo fondamentale del latte nella nostra alimentazione. Il latte “è stato ‘bullizzato’ da informazioni imprecise o errate che lo mettono di continuo in cattiva luce”. E questo ha portato i consumi a una media piuttosto bassa: “circa una porzione al giorno, contro le 2-3 suggerite dalle linee guida”.

Consumi calati
Secondo i risultati dell’Osservatorio Nestlé – Fondazione Adi, sottolineano gli esperti, “il 25% degli italiani ha eliminato questo prezioso alimento dalla propria dieta”.
I consumi, aggiunge Andrea Poli, presidente Nfi, “in Italia sono in media bassi e decrescono con continuità da alcuni anni. Le spiegazioni sono differenti: oltre alla scarsa conoscenza dell’alimento-latte, si stanno diffondendo tra il pubblico falsi miti sui possibili effetti negativi del suo consumo per la salute”.

Autodiagnosi da evitare
A ‘pesare’ sul consumo di latte, dice l’Osservatorio Nestlé, sarebbe anche un’auto-diagnosi che porterebbe le persone a eliminare questo alimento dalla propria dieta “per la non digeribilità (47%), l’intolleranza (24%), perché fa ingrassare (16%) e perché è iperproteico (13%)”.

“Scelte soggettive e rispettabili – aggiunge l’Osservatorio – che portano il 41% degli italiani a consumare latte tutti i giorni della settimana, anche più volte al giorno, a fronte di un 40% che, invece, afferma di consumarlo saltuariamente o mai e a un 14% che ritiene di soffrire d’intolleranza al lattosio”.

Allergie e intolleranze improbabili
In questi ultimi anni, conclude Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione Adi, “è cresciuto il numero di pazienti che dichiara di soffrire di improbabili allergie e intolleranze. Ma è molto probabile che il dilagare di allarmismi infondati dipenda da uno scorretto metodo di informazione e diagnosi, che non può assolutamente essere quello del fai da te. Dati come questi evidenziano la necessità di affermare con forza il ruolo primario degli enti di riferimento affinché la diagnosi di reali patologie sia ricondotta al medico”.

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