Mal di tecnologia: in crescita la sindrome di “text neck”

19 aprile, 2017 nessun commento


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(Reuters Health) – Tra psicopatologie emergenti ed effetti secondari indotti dalle radiazioni rilasciate da telefonini o dispositivi dotati di wifi e quant’altro, i possibili danni alla salute dovuti all’abuso della tecnologia sono spesso sotto il mirino dei ricercatori. Questa volta a preoccupare è una nuova sindrome, quella del “text neck”, e a parlarne su Spine Journal è un gruppo di neurochirurghi spinali americani.

La nuova sindrome
Consiste in un insieme di sintomi e fastidi provocati dal guardare il display del tablet o dello smartphone continuamente e per un lungo periodo di tempo, mantenendo posizioni scorrette e nocive alla colonna vertebrale. In altri termini, un numero crescente di pazienti, in particolare giovani che non dovrebbero ancora avere problemi alla schiena e al collo, stanno invece segnalando dolori sia dovuti ad ernie del disco che a problemi di allineamento vertebrale della colonna. Lo conferma Todd Lanman, un neurochirurgo spinale al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles che segnala delle anomalie radiografiche della colonna con inversione delle curve fisiologiche dovute al troppo uso dello smartphone. Si tratta di giovani pazienti che quando arrivano all’osservazione del chirurgo spinale hanno già forti dolori e problemi ai dischi vertebrali, ribadisce Lanman. “La vera preoccupazione è che non sappiamo che cosa questo comporterà nel lungo termine per i ragazzi di oggi che usano i telefonini per tutto il giorno”.

L’effetto peggiora “da seduti”
Gli autori dell’articolo hanno spiegato che le persone spesso guardano dall’alto in basso quando utilizzano i loro smartphone, in particolare quando inviano un sms o durante la navigazione online o quando guardano un video. Precedenti studi hanno anche scoperto che durante queste attività con lo smartphone alcune persone tengono il collo a circa 45 gradi, e il tutto peggiora quando si siedono. L’impatto sulla colonna dorsale aumenta alle posizioni flesse più elevate, aggiungono. Mentre in una posizione neutra in attesa, la testa pesa circa da 10 a 12 libbre (4,5 – 5,4 Kg) quando ci si piega di 15 gradi, la testa peserà circa 27 chili. Lo stress sulla colonna vertebrale aumenta gradualmente e a 60 gradi, è di 60 chili.

Gli adulti del domani
Secondo gli esperti i bambini che oggi hanno 8 anni e che sono già utenti assidui di dispositivi elettronici probabilmente avranno necessità di essere sottoposti ad un intervento chirurgico sulla colonna già a 28 anni. Si tratta di giovani che ancora non hanno completato lo sviluppo della colonna e questo preoccupa non poco i neurochirurghi.

Gli esperti spiegano cosa fare
Gli autori suggeriscono dei semplici cambiamenti nello stile di vita per alleviare lo stress dovuto alla postura ‘text-neck’. Si consiglia di tenere i telefoni cellulari davanti al volto, o all’altezza degli occhi, mentre si sta guardando il display e di usare due mani e i due pollici per creare una posizione più simmetrica e confortevole per la colonna vertebrale. Al di là di utilizzo dello smartphone, i chirurghi spinali raccomandano che le persone che lavorano con un computer o sul tablet utilizzino un supporto del monitor elevato in modo che stiano seduti a livello degli occhi, il supporto dovrebbe essere orizzontale e chiaro. Con i computer portatili, si consiglia un adattamento simile, utilizzando una tastiera e un mouse separato in modo che il computer portatile possa essere a livello degli occhi e comunque creare una buona posizione ergonomica durante la digitazione. Infine Lanman consiglia degli esercizi di stretching ed altri esercizi di base che si concentrano sulla postura per tenere sotto controllo la colonna. E aggiunge di sdraiarsi sul letto estendendo il collo all’indietro per ripristinare l’arco normale nel collo. Mentre nella posizione seduta, raccomanda l’allineamento del collo e della colonna vertebrale verificando che le orecchie siano diritte sopra le spalle e le spalle stiano sempre sopra i fianchi.

By Carolyn Crist
Spine J 2017

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Nutri&Previeni)

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