Medicina estetica: cedimento cutaneo e rughe i trattamenti ai primi posti

2 dicembre, 2015 nessun commento


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shutterstock_218870806Secondo le ultime statistiche dell’Aesthetic Medicine Practical International Congress, per le donne italiane il problema più sentito è quello del cedimento cutaneo dopo i 40 anni. Per questo motivo, la parte del volto che piace meno alle donne è l’arco mandibolare. La maggioranza degli uomini, invece, non sopporta le rughe della fronte, in special modo quelle tra le sopracciglia. Di questo si è parlato durante il terzo Congresso internazionale AMPIC 2015 che si è tenuto presso il Centro Congressi di Humanitas University di Rozzano, Milano, dal 27 al 29 novembre, organizzato dall’AMPIS, Società di Medicina Estetica Pratica.

I trattamenti di medicina estetica sono in aumento con un +10% rispetto al 2014; fascia di maggior interesse è il viso sia per donne che per uomini. “Su dieci donne interessate alla medicina estetica, 8 richiedono il filler alle labbra. Per quanto riguarda gli uomini, l’80% richiede la tossina botulinica”, ha spiegato Cinzia Forestiero che insieme con Maria Albini ha organizzato l’evento. “Il 90% delle donne italiane – ha dichiarato Maria Albini – ha la cellulite, per cui i trattamenti corpo sono sempre più richiesti”.

“Nell’anno dell’Expo e nella città dell’Expo – proseguono Maria Albini e Cinzia Forestiero – non potevamo che partire proprio dall’importanza che la nutrizione ha nell’aiutarci a gestire i nostri pazienti e i nostri clienti e nel miglioramento dei risultati delle nostre terapie e dei nostri trattamenti. Nutrizione significa, anche, idratazione della pelle e dell’organismo, significa integrazione con antiossidanti e vitamine, significa gestione del peso e comprensione dell’organo adiposo come base per la realizzazione di un piano terapeutico di successo”.

“Poi la prevenzione, perché non vogliamo dimenticare che il primo ruolo della Medicina Estetica è migliorare la qualità della vita e aiutare le persone a conservare negli anni una condizione fisica ottimale, due cose che la rendono essenzialmente una Medicina Preventiva. Infine, ma non assolutamente ultima per importanza, la correzione, che è l’aspetto principale della professione del medico estetico, perché le richieste dei pazienti sono di aiutarli a correggere gli inestetismi che male sopportano, attraverso conoscenze sempre più approfondite e abilità pratiche ben esercitate”, proseguono.

I glutei sono una parte importante del corpo di una donna, considerata la parte più sexy in assoluto, superando nelle preferenze degli italiani anche le gambe. La medicina estetica non può fare molto per questa zona, ancora di pertinenza del chirurgo. Iniziano ad apparire sul mercato, però, tecnologie che tendono a rassodare questa zona con buoni risultati e senza stress per il paziente: ad esempio radiofrequenze sempre più performanti per l’effetto push up o filler studiati appositamente per rimodellare il profilo corporeo.

Tante le novità anche per il 2016, da trattamenti con apparecchiature semi invasive, quali laser e ultrasuoni per rimodellare il tessuto adiposo al peeling “no pain”. Le nuove tendenze sono di avere peeling sempre più attivi con sempre meno effetti collaterali. E’ la nuova frontiera della medicina estetica: “no pain” e più sicuri. Il peeling, dall’inglese to peel (pelare) è un agente esfoliante, che serve a rimuovere parte della cute. Gli agenti possono essere di tipo meccanico, come il laser o il dermoabrasore, oppure chimici. “I peeling chimici – ha spiegato Albini – sono costituiti da acidi più o meno potenti che, a seconda della loro intensità, riescono a rimuovere strati cutanei più o meno profondi. La classificazione dei peeling si fa, infatti, proprio in base alla profondità di azione, distinguendo peeling superficiali, medi e profondi. Più si va in profondità, maggiori i tempi di ripresa, maggiori gli effetti in termine di riduzione di macchie, rughe, cicatrici, imperfezione della pelle”. Riconfermato anche per il 2016 è “la carbossiterapia, che consiste in iniezioni sottocutanee di anidride carbonica”, ha concluso Albini.

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