Nuove linee guida europee su assunzione calcio postmenopausa

18 ottobre, 2017 nessun commento


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(Reuters Health) – Una nuova guida della European Menopause and Andropause Society (EMAS) sottolinea l’importanza di un adeguato apporto di calcio per la prevenzione dell’osteoporosi nelle donne anziane. Dopo la menopausa, raccomanda l’EMAS, le donne dovrebbero assumere da 700 a 1.200 mg/die di calcio, preferibilmente assunti attraverso l’alimentazione. Troppo poco calcio aumenta il rischio di fratture, mentre una quantità eccessiva può essere pericolosa, aggiungono gli autori.

Nella guida, pubblicata su Maturitas, Antonio Cano dell’Università di Valencia e colleghi, osservano che circa il 30% delle donne in postmenopausa negli USA e in Europa presentano osteoporosi, e fra queste il 40% subirà almeno una frattura da fragilità. Un’adeguata assunzione di calcio per tutta la vita è importante per mantenere le ossa in salute, aggiungono, specialmente durante infanzia e adolescenza – e anche dopo la menopausa, quando la perdita ossea è accelerata per un periodo che va da 6 a 10 anni. Esaminando le evidenze, Cano e colleghi hanno riscontrato che le raccomandazioni relative all’apporto quotidiano di calcio suggerivano dai 700 mg della National Osteoporosis Society britannica ai 1.200 grammi dei National Institutes of Health statunitensi. Uno studio condotto negli USA ha scoperto che un terzo delle donne con un’età dai nove ai 71 anni consumavano abbastanza calcio, mentre la sua assunzione variava notevolmente nei Paesi europei.

Gli autori consigliano di effettuare una stima dell’assunzione quotidiana di calcio di un paziente. “Tuttavia, è comune che i medici applichino semplicemente il principio ‘meglio più che meno’ raccomandando in tutti i casi un’integrazione di calcio, ovviando così alla necessità di una valutazione alimentare”, scrivono. Consumare troppo calcio, ad esempio 2,000 mg al giorno, può aumentare il rischio di malattie renali e si continua a discutere sulla possibilità o meno che un eccesso di calcio esponga maggiormente al rischio di cardiopatie, notano Cano e il suo team. “Le donne che non vogliono assumere integratori e hanno problemi a fare una dieta sufficientemente ricca di calcio dovrebbero essere rassicurate sull’improbabilità che ciò influisca negativamente sul loro rischio di fratture. Per preservare la salute delle ossa possono essere utilizzate altre misure, come l’attività fisica e gli integratori di vitamina D”.

FONTE: Maturitas 2017
di Reuters Staff

(Versione Italiana Quotidiano Sanità/ Nutri&Previeni)

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