Nutrizione pediatrica a Expo: quando il cibo può far male ai bambini

9 settembre, 2015 nessun commento


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shutterstock_86005123Dieci consigli per una corretta alimentazione in età scolare e in età adolescenziale: sono quelli che emergeranno dal Congresso di Nutrizione Pediatrica “Quando il Cibo può far male ai bambini”, in programma giovedì 10 settembre a Milano nell’ambito delle manifestazioni dell’Expo.

Il professor Francesco Chiarelli, direttore della Clinica pediatrica dell’Ospedale di Chieti e del Dipartimento Materno Infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti, sarà tra gli esperti.

E’ noto come alcune malattie degenerative dell’età adulta (diabete, obesità, ipertensione, aterosclerosi, malattie renali ed epatiche, tumori) siano legati alla qualità (e quantità) dell’alimentazione in età evolutiva. Le cosiddette ‘malattie non trasmissibili  (non-communicable diseases – NCD), conseguenti all’obesità, specie in età pediatrica, saranno un grande peso sanitario e sociale sulle generazioni successive in termini di obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e tumori.

La prevenzione in età pediatrica è l’unico mezzo per contrastare questa tendenza e prevenire le malattie non trasmissibili nell’età adulta. Per raggiungere questo obiettivo un mezzo molto importante è l’alimentazione dei bambini sin dai primi mesi e anni di vita. Gli effetti della nutrizione durante la gravidanza, nei primi mesi di vita e nei primi tre anni di vita (i ‘primi 1.000 giorni’) sono di fondamentale importanza per il futuro dei bambini; e’ dimostrato che l’allattamento esclusivo materno, almeno nei primi sei mesi di vita, ha un ruolo molto rilevante nella prevenzione dell’obesità, del diabete di tipo 2 e delle complicanze cardiovascolari.

Il divezzamento non dovrebbe cominciare prima del V mese, perché quando troppo precoce è associato a un maggiore rischio di ipertensione e problemi cardiovascolari in età adulta. Di grande rilevanza anche l’alimentazione nei primi 3 anni per evitare un’acquisizione di peso eccessiva in età precoce (il cosiddetto ‘adiposity rebound’) che, se si verifica prima dei due anni, è associato a un maggiore rischio di insulino-resistenza e problemi cardiovascolari.

Si sottolineerà l’importanza di prevenire sovrappeso e obesità anche nelle età successive, adolescenza compresa; è opportuno prevenire l’assunzione eccessiva di calorie,soprattutto proveniente da dolciumi, merendine, salumi e incoraggiare una regolare attività fisica. Con campagne di sensibilizzazione di massa e’ stato dimostrato (soprattutto in Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti) che è possibile prevenire obesità e diabete mellito (di tipo 2) con positive ripercussioni su qualità e aspettativa di vita dei futuri adulti.

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