Obesità infantile e fegato grasso dipendono dal microbiota

11 aprile, 2016 nessun commento


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obesità infantileUno studio condotto da ricercatori dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, pubblicato sulla rivista Hepatology rivela, per la prima volta, il ruolo di alcuni batteri coinvolti nello sviluppo dell’obesità e del fegato grasso nei bambini. Sono stati individuati nel microbiota intestinale, l’insieme di microorganismi residenti nel tubo digerente, più conosciuti col nome di ‘flora intestinale’. Una scoperta rilevante, spiegano gli specialisti, perché apre la strada alla messa a punto di integratori specifici ‘personalizzati’ a base di microrganismi, i cosiddetti probiotici, che potranno essere utili per la cura di queste malattie.

Studio e prospettive
Nello studio è stato descritto un modello di microbiota associato a fegato grasso e obesità. I ricercatori hanno in pratica scoperto che nell’intestino dei bambini obesi e con fegato grasso, alcune specie batteriche sono presenti in sovrabbondanza (Ruminococcus e Dorea) se paragonate a quelle presenti in un soggetto sano, mentre altre scarseggiano (Oscillospira). L’associazione tra alterazione della flora intestinale e obesità, affermano, apre dunque ora la strada alla creazione di probiotici ‘a misura’ dei piccoli pazienti, favorendo la guarigione dell’organo nel caso di fegato grasso e il recupero del peso ottimale nel caso di obesità. Ma i vantaggi sarebbero anche di natura economica. Aumenta infatti il consumo di integratori e se in Europa la spesa media pro capite annuale per acquisti di integratori alimentari, di cui i probiotici costituiscono la parte più rilevante, è di 27 euro, in Italia si attesta invece a 41 euro pro capite. Ingente il giro di affari correlato ai probiotici: si calcola che nel 2016 si spenderanno nel mondo 42 miliardi di dollari. Un uso più ‘mirato’ dei probiotici, rilevano gli esperti, significherebbe dunque anche un risparmio per i cittadini.

Dallo studio ”emergono due evidenze molto importanti, soprattutto per i pediatri – afferma Valerio Nobili, responsabile del dipartimento delle malattie epato-metaboliche dell’ospedale -. In primis che per avere un fegato sano bisogna avere un intestino sano, popolato cioè da batteri ‘amici’. La seconda evidenza è la necessità di una più scientifica e aggiornata prescrizione dei probiotici per i bambini”. Da questo lavoro infatti, sottolinea, ”si conferma l’importanza strategica del ruolo dei probiotici nell’obesità e nel fegato grasso, ma anche e soprattutto la necessità di nuove associazioni e formulazioni di batteri per combattere tali patologie”. Parallelamente però, conclude lo specialista, ”si afferma l’inutilità dell’uso indiscriminato delle formulazioni già esistenti”.

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