Obesità infantile: nei casi gravi più efficace la chirurgia

10 ottobre, 2016 nessun commento


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obesità infantileNei casi più gravi di obesità infantile la soluzione migliore è la chirurgia. A dimostrarlo è uno studio dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, pubblicato su Pediatrics.

Lo studio
La ricerca, su 93 ragazzi gravemente obesi tra i 13 e i 17 anni, ha registrato per la prima volta al mondo i risultati dell’approccio chirurgico, a distanza di 1 anno: un calo del peso di circa il 30% e la scomparsa o la riduzione di alcune patologie correlate all’obesità (malattie epatiche, diabete, ipertensione, retinopatia, apnee notturne). Risultati incoraggianti, calcolando che in Europa 1 bimbo su 3, tra 6 e 9 anni, è in sovrappeso o obeso. Nel mondo entro il 2025 i bimbi in sovrappeso sotto i 5 anni si stima passeranno da 41 a 70 milioni. In Italia su circa 50.000 bimbi tra 8 e 9 anni, quasi il 10% è obeso e il 21% in sovrappeso.

Nello studio, un gruppo (21%) è stato trattato con resezione gastrica verticale laparoscopica, intervento di drastica riduzione del volume dello stomaco, trasformato in un tubulo di circa 100 ml di volume. Un altro gruppo (21%) con interventi su stile di vita e un palloncino intragastrico. Il restante 58% solo intervenendo sugli stili di vita. A un anno nei 20 ragazzi trattati con l’intervento, oltre che una perdita media di peso del 28% e la scomparsa di steatopatite e nel 90% dei casi di fegato grasso, vi era un netto miglioramento dell’ipertensione e delle apnee notturne.

Per gli altri 20 con palloncino intragastrico la perdita di peso era minore e in alcuni sono ricomparsi problemi al fegato. Infine, nei ragazzi su cui si è intervenuti sullo stile di vita non si sono registrati miglioramenti significativi né sul peso né sui danni al fegato. “Tale approccio può essere applicato solo alla grande obesità”, spiega Valerio Nobili responsabile di malattie epato-metaboliche del Bambino Gesuù, mentre Giuseppe De Peppo, responsabile chirurgia generale della sede di Palidoro, evidenzia che “il decorso post-operatorio è di soli 3-4 giorni con rapidissimo ritorno alle normali attività”.

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