Obesità. La soglia ‘critica’ dell’indice di massa corporea potrebbe cambiare dopo la menopausa

23 novembre, 2017 nessun commento


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(Reuters Health) – Usare il valore limite di 30 kg/m2 dell’indice di massa corporea – al di sopra del quale una persona viene normalmente classificata come obesa – nelle donne in post-menopausa, potrebbe portare a una classificazione errata e a non considerare come a rischio donne che in realtà lo sarebbero. È l’avvertimento che un gruppo di ricercatori, guidati da Hailey Banack dell’Università di Buffalo, ha evidenziato prendendo in considerazione i cambiamenti nella composizione corporea che si verificano con l’invecchiamento nelle donne. La ricerca è stata pubblicata su Menopause.

Lo studio
Per lo studio, Banak e colleghi hanno confrontato l’obesità definita sulla base dell’indice di massa corporea in relazione all’adiposità, su 1.329 donne in post-menopausa che hanno preso parte al Buffalo OsteoPerio Study e che si sono sottoposte tutte a densitometria ossea. Considerando i valori limiti dell’indice di massa corporea, il 35% delle donne era in sovrappeso e il 21% era obeso; mentre l’adiposità media era del 22,7%, per le donne sottopeso, del 32,6%, per le donne di peso normale, del 38,5% per quelle in sovrappeso, e del 43,4% in quelle obese. Usando un indice di massa corporea di 30 o più per definire l’obesità, il 35% di grasso corporeo avrebbe avuto una sensibilità del 32,4% e una specificità del 99,3% per l’obesità. Ancora, considerando il 38% di grasso corporeo la sensibilità sarebbe stata del 44,6% e la specificità del 97,1; e con il 40% di grasso corporeo, sensibilità e specificità sarebbero state, rispettivamente, del 55,2% e del 94,6%. Ecco perché, secondo i ricercatori, con un grasso corporeo del 35%, l’indice di massa corporea per definire l’obesità dovrebbe essere di 24,85.

Il commento
“La ricerca mostra che dovremmo cercare di abbassare il valore critico dell’indice di massa corporea che stabilisce quando una donna è obesa, almeno nelle donne in post-menopausa”, ha dichiarato Banak. Nel frattempo, ha aggiunto, i medici dovrebbero essere cauti quando usano il valore di 30 nel prendere decisioni rispetto alla pratica clinica, nel valutare il rischio nelle donne in post-menopausa”, ha concluso Banak. Il gruppo punta ora a studiare il fenomeno sugli uomini, per capire anche come “la relazione tra indice di massa corporea e grasso si collegano, in ultima analisi, al rischio di sviluppare malattie”, ha concluso la ricercatrice.

Fonte: Menopause
di Anne Harding

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

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