Obesità: “piccoli cuori” a rischio

29 agosto, 2016 nessun commento


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cuoreUno studio italiano presentato al Congresso della Società Europea di cardiologia (Esc) in corso a Roma, ha evidenziato che già nei bambini di due anni l’obesità lascia segni sul cuore, con un accumulo di grasso che rischia di comprometterne le funzioni negli anni successivi.

Lo studio
Lo studio è stato condotto dagli specialisti dell’ospedale Bambin Gesù di Roma insieme all’Università di Tor Vergata, alla Sapienza e alla Federazione Italiana di Medici Pediatri, e sono stati arruolati oltre 5700 bambini sani di età compresa tra 2 e 6 anni selezionati tra quelli il cui indice di massa corporea era transitato da normale a sovrappeso o obeso nei precedenti 12 mesi. Gli obesi avevano una più alta massa del ventricolo sinistro rispetto ai pari sovrappeso, oltre ad un valore più alto nel diametro di eiezione ventricolare sinistro. Sempre nei bambini obesi sono stati riscontrati valori più alti di grasso intorno all’epicardio rispetto agli altri.

Un altro studio
In proposito, un altro studio presentato al congresso, sottolinea Franco Romeo del Policlinico Tor Vergata di Roma, ha trovato in oltre diecimila bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni gli stessi fattori di rischio, dall’ipertensione al colesterolo alto, che definiscono il rischio cardiovascolare negli adulti. “Nel recente congresso dell’American Heart Association è stato sottolineato come l’obesità infantile sia aumentata del 300% negli ultimi 30 anni”, aggiunge Romeo.

Uno studio di imaging
Una ricerca ha sottoposto ad imaging cardiaco 20 bambini obesi e 20 sani di età medi di 8 anni mostrando un aumento del 27% della massa del ventricolo sinistro ed un ispessimento del miocardio nel 12% degli obesi. “Nonostante nessuno presentasse ancora segni o sintomi conclamati di sofferenza cardiaca, queste condizioni sono prodromiche di patologie dell’età adulta”, conclude l’esperto.

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