Obesità: problemi metabolici dal padre al figlio

21 luglio, 2016 nessun commento


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padreGeneralmente sono le future mamme in sovrappeso prima e durante la gravidanza ad essere imputate di danneggiare la salute della prole, e i padri di solito sfuggono a un simile giudizio. Una nuova ricerca australiana, del Victor Chang Cardiac Research Institute di Sydney, pubblicata dalla rivista Molecular Metabolism, indica però che i padri obesi quando decidono di avere un bebè, rischiano di trasmettere a figli e nipoti problemi metabolici, compresi diabete e malattie cardiache.

Studio sui topi
Lo studio, condotto su topi di laboratorio, rivela che i maschi obesi aumentano significativamente la probabilità che la progenie contragga malattie metaboliche. Un risultato che secondo i ricercatori ha implicazioni immediate anche nella salute pubblica umana ed è un ammonimento per i futuri padri. “Si è prestata molto poca attenzione su come la salute del padre ha impatto sul nascituro”, scrive sulla rivista la responsabile della ricerca, Catherine Suter. “La salute del nascituro è stata a lungo considerata responsabilità della madre appena resta incinta”, aggiunge.

Nello studio tutti i topi maschi di padri obesi, entro poche settimane dal consumo di una dieta ad alto contenuto di grassi e zucchero, hanno contratto steatosi epatica (malattia del fegato grasso), oltre a sintomi prediabetici come livello elevato di glucosio nel sangue (iperglicemia). Lo stesso è avvenuto con la seconda generazione, anche quando i padri erano sani al tempo della concezione. I risultati suggeriscono che nello sperma si trasmettono, tramite il trascritto genico Rna non codificante i fenotipi metabolici, piuttosto che l’eredità genetica.

I risultati sono assolutamente chiari: “I nipoti di nonni obesi sono a rischio significativo di ammalarsi gravemente se consumano una dieta grassa e dolce, anche se il padre mangia bene ed è in buona salute”. “E’ preoccupante perché sempre più persone sono obese o in sovrappeso, e molte di loro sono in età riproduttiva”, scrive ancora Suter, direttrice del laboratorio di epigenetica dell’Istituto. “Dobbiamo essere consapevoli che la salute del padre e’ importante quanto quella della madre e che contribuisce indipendentemente non solo alla salute dei figli, ma anche della successiva generazione”.

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