Ovaio policistico: mangiare tanta frutta e pochi grassi

14 aprile, 2017 nessun commento


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La diete perfetta per le donne che soffrono di ovaio policistico è a base di carni bianche, pochi grassi, niente alcol e soprattutto tanta frutta.  A portare l’attenzione sulla sana alimentazione da seguire con l’ovaio policistico che colpisce 1 donna su 10, è l’Associazione britannica dei dietologi e del Collegio reale gli ostetrici e ginecologi sul quotidiano inglese The Independent.

Questa malattia danneggia la fertilità, provoca acne, aumento di peso, irsutismo e aumenta il rischio di malattie cardiache e diabete. I sintomi variano parecchio da donna a donna, ma nella maggior parte dei casi migliorano con una dieta sana e mantenendo un giusto peso.

Ma qual è la dieta migliore? Alcuni suggeriscono quella vegana, altri puntano sul bilanciamento degli zuccheri con la dieta dell’indice glicemico, e altri ancora dicono di eliminare completamente i carboidrati. Ma la risposta è semplice, dicono gli esperti: una dieta salutare prevede molta frutta e verdura, carni magre, latticini con pochi grassi, pochi cibi grassi e con zuccheri, poco o niente alcol.

”Le donne con questa sindrome dovrebbero fare tre pasti regolari al giorno, e se necessario, mangiare snack con poche calorie”, spiega Nick Raine-Fenning, portavoce del Collego reale degli ostetrici e ginecologi. Secondo i dietologi inglesi, una dieta a basso indice glicemico può aiutare a ridurre i sintomi, perché aiuta l’organismo a rispondere all’insulina.

”Sostituire cibi ad alto indice glicemico, come pasta e patate dolci, con altri a basso indice, come riso integrale, carni bianche o pesce, può aiutare, anche se una donna non ha bisogno di perdere peso”, continua Raine-Fenning. Anche l’alcol dovrebbe essere evitato, o preso con moderazione, perché aumenta i livelli di insulina nel sangue. Non ci sono quindi ragioni per eliminare interi gruppi di cibi. Ciò che va evitato, dicono gli esperti, sono le diete lampo, che danneggiano il corpo. ”La chiave è moderazione ed equilibrio”, conclude.

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