Ragazzi: capacità di lettura e scrittura indici di successo nello studio

1 marzo, 2018 nessun commento


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(Reuters Health) – Gli studenti delle scuole superiori responsabili con solide capacità di lettura e scrittura avrebbero maggiori possibilità di successo all’Università e di trovare un lavoro meglio pagato e prestigioso rispetto agli altro compagni di classe. L’evidenza arriva da un recente studio coordinato da Marion Spengler dell’Università di Tubinga, in Germania, e pubblicato dal Journal of Personality and Social Psychology. Non è la prima volta che si dimostra che lavorare bene alle scuole superiori dia i suoi frutti più in là negli anni. Ma lo studio tedesco è il primo a evidenziare questi benefici in un periodo di 50 anni. In particolare, Spengler e colleghi hanno esaminato i dati raccolti dallo studio Project Talent, un’indagine condotta tra 346.660 studenti delle scuole superiori americane nel 1960, quando i ragazzi avevano in media 16 anni.

Lo studio
Gli scienziati tedeschi hanno riportato i dati di 81.912 ex alunni raccolti con un questionario dopo 11 anni e di 1.952 dopo 50 anni. Per valutare comportamenti e abilità scolastiche, il questionario poneva domande su quanto gli studenti si tenessero al passo con i compiti, se avessero difficoltà nell’esprimersi o se si distraessero facilmente durante la lettura. Gli studenti avevano anche risposto a domande sulla valutazione di tratti della personalità e abilità cognitive e sullo stato socioeconomico della famiglia, in particolare su reddito, numero di libri in casa o stato lavorativo del padre.

Le evidenze
Dai risultati è emerso che i ragazzi avevano più probabilità di successo rispetto alle ragazze. Inoltre, i figli di famiglie benestanti avevano migliori performance meglio rispetto a studenti provenienti da famiglie più povere. Un limite dello studio potrebbe essere rappresentato dal al fatto che i ricercatori avevano dati sull’etnia solo per alcuni partecipanti. Inoltre, lo studio si basava sulla capacità degli studenti di riferire le informazioni e la maggior parte dei partecipanti ha abbandonato lo studio nel corso degli anni.

Fonte: Journal of Personality and Social Psychology
Lisa Rapaport
(Versione italiana Quotidiano Sanità/PopularScience)

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