Rischi e benefici: anche i bambini li usano per prendere decisioni

27 settembre, 2018 nessun commento


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Non sono solo gli adulti a farlo. Ad analizzare i pro e i contro prima di prendere una decisione sono anche i bambini. A scoprirlo è stato uno studio condotto dall’Università di Washington e pubblicato su Cognition.

Secondo la ricerca, già a partire dai 18 mesi i piccoli possono fare delle scelte in base a quanti sforzi intendono fare o al gradimento per le persone coinvolte. Questo tipo di analisi può guidare lo sviluppo di comportamenti come l’aiuto e la condivisione. “A metà del secondo anno di vita, i bambini prendono decisioni in ambito sociale già molto sofisticate”, spiega Jessica Sommerville, autrice principale dello studio.

Per la ricerca è stato esaminato il meccanismo col quale 160 bimbi di circa 18 mesi decidevano se aiutare o meno un adulto in due diverse situazioni. In un primo scenario, lo sperimentatore costruiva una torre fatta di blocchi di diverso peso, chiedendo ai piccoli di andarne a prendere uno mancante che era o pesante o leggero. Il 67% dei bambini a cui era stato assegnato un blocco leggero lo ha portato al ricercatore, mentre la percentuale scendeva al 38% per quelli pesanti.

Il secondo test si concentrava invece sulla motivazione intrinseca: uno scenario che non comportava una ricompensa immediata, ma creava invece un potenziale beneficio sociale, coinvolgendo una persona che il bambino poteva vedere come “simile” a lui. Sono state create situazioni di preferenza condivisa (un interesse per lo stesso giocattolo tra adulto e bimbo) oppure opposta (interesse per giochi separati) e nel primo caso ben il 75% dei piccoli ha portato il blocco mancante per realizzare la torre al ricercatore, rispetto al 57% nel secondo. “Questi risultati – conclude Sommerville – suggeriscono che i bimbi sono in grado di soppesare più fattori nel decidere se aiutare o meno qualcuno”.

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