Rischio cardiovascolare: qual è l’intervento più efficace per ridurre il rischio?

10 marzo, 2017 nessun commento


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(Reuters Health) – Seguire regimi alimentari sani può ridurre significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e diabete ma, ad oggi, gli interventi per incoraggiare la popolazione a seguire le linee guida nutrizionali per una sana alimentazione hanno portato ad un successo limitato, come per esempio si è verificato per le raccomandazioni che suggeriscono di aumentare i consumi di frutta e verdura. Per questo, è quindi necessario individuare quale tipo d’intervento sulla popolazione potrebbe rivelarsi più efficace.

Lo studio e i risultati
In questo contesto David JA Jenkins dell’Università di Toronto, Ontario, Canada e colleghi hanno esaminato l’effetto sul peso corporeo e sui fattori di rischio di malattia cardiovascolare di due diversi tipi d’intervento: consigli dietetici e/o fornitura diretta di cibo. Lo studio randomizzato ha coinvolto 209 uomini in sovrappeso altrimenti sani e 710 donne in sovrappeso ma in buona salute. Ognuno dei partecipanti ha ricevuto una copia della Health Canada Food Guide. Inoltre, un primo gruppo di trattamento ha ricevuto consigli dietetici per i successivi 6 mesi, un secondo gruppo ha ricevuto cesti di alimenti sani ogni settimana per 6 mesi e il terzo gruppo di trattamento ha ricevuto sia consigli dietetici che il cesto di alimenti settimanale.

I tassi di fedeltà al programma erano maggiori per le persone che ricevevano la fornitura di cibo (91%) rispetto agli altri gruppi (67%). Si è potuto evidenziare che gli incrementi nei consumi di frutta, verdura e cereali integrali sono stati pari a circa una porzione al giorno, ma solo chi aveva ricevuto la fornitura di cibo, oltre ai consigli, ha mostrato aumenti consistenti.

Si è visto anche che complessivamente i partecipanti hanno mostrato piccole riduzioni del peso corporeo (da 1,0 kg), della circonferenza della vita (1,4 cm), e della pressione sanguigna (da meno di 1 mm Hg sistolica e diastolica), con riduzioni ad andamento simile nei tre gruppi. A 18 mesi, la fedeltà al progetto era del 65% ed era più elevata ( 81%) tra coloro che avevano ricevuto la fornitura di cibo insieme alla consulenza rispetto a quelli che non hanno ricevuto il cibo (57%).

Allo stesso tempo si sono rivelati simili gli aumenti rispetto al basale dei consumi di frutta, verdura e cereali integrali, con un mantenimento della riduzione del peso corporeo, dei valori dell’indice di massa corporea e della circonferenza della vita registrati già dopo 6 mesi. La pressione sanguigna è invece scesa ulteriormente, tra i sei e i 18 mesi, ma come si è verificato a sei mesi, nessuno di questi cambiamenti differiva in modo significativo tra i gruppi di trattamento.

Conclusioni
Secondo gli autori, questi risultati “indicano un urgente bisogno di approcci innovativi per sostenere la realizzazione concreta degli attuali consigli dietetici. E’ dunque necessario continuare a promuovere attivamente il valore degli alimenti di natura vegetale, sapendo che anche un solo consiglio di routine potrebbe fare la differenza sulla perdita di peso sui lipidi nel sangue e sulla pressione sanguigna”, hanno ribadito gli autori.

Fonte: J Am Coll Cardiol 2017

Will Boggs MD

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

 

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