Sonnellino bimbi: bene per l’apprendimento ma non per tutti

31 ottobre, 2018 nessun commento


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Novanta minuti di sonno pomeridiano sarebbero l’ideale per migliorare l’apprendimento e consolidare il ricordo di nuove informazioni per i più piccoli, ma non per tutti. Nei bambini con sindrome di Down, ad esempio, produrrebbe l’effetto inverso, non facilitando il ‘trattenimento’ delle nuove cose apprese. Lo rileva una piccola ricerca dell’Università dell’Arizona, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences.

“Nei bambini con sindrome di Down, c’è qualcosa nell’avere un sonnellino subito dopo l’apprendimento che sembra impedire loro di consolidare le informazioni apprese – evidenzia Jamie Edgin, autrice senior dello studio – il che è totalmente diverso da quello che è stato rilevato nei bambini con sviluppo tipico, che hanno beneficiato del pisolino”.

Lo studio ha coinvolto 24 bambini con sviluppo tipico, di circa 2 anni e mezzo, e 25 con sindrome di Down, in media di 4 anni e mezzo. I bambini avevano prestazioni equivalenti su scale cognitive di base. Il team di ricercatori, che si è recato a casa dei bimbi, ha insegnato loro nuove parole (progettate per simulare strutturalmente quelle che si potrebbero incontrare nella lingua inglese) abbinate a immagini di oggetti nuovi.

I ricercatori hanno poi testato la capacità dei bimbi di consolidare l’apprendimento delle nuove parole a intervalli variabili: cinque minuti dopo averle imparate, quattro ore dopo con i piccoli che rimanevano svegli o che facevano un sonnellino poco dopo e infine 24 ore dopo.

E’ emerso che i bambini con sviluppo tipico avevano prestazioni migliori dopo un sonnellino, mentre lo stesso non accadeva per quelli con sindrome di Down, portando anzi a un peggioramento nella capacità di immagazzinare le informazioni. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere il perché di questa differenza, ma potrebbe avere un ruolo la fase di sonno Rem, ridotta nella sindrome di Down, che di concerto con il sonno ad onde lente aiuta a consolidare l’apprendimento.

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