Tumore al seno: a ogni stagione la sua dieta

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Con il cambiare delle stagioni, anche l’alimentazione dovrebbe cambiare nelle donne sopravvissute al cancro al seno. Carne rossa seppur in quantità molto limitate, fino a 100 grammi a settimana d’inverno, frutta e verdura in special modo anche se non solo in primavera ed estate, quando offrono i maggiori benefici. Lo rileva una ricerca della San Diego State University, pubblicata sul Journal of Clinical Medicine.

Analizzando i risultati di esami del sangue effettuati durante diversi periodi dell’anno per i biomarcatori dell’infiammazione in quasi 3.000 donne sopravvissute al cancro al seno, gli studiosi hanno scoperto che frutta e verdura offrivano i maggiori benefici in primavera e in estate mentre un consumo di carne rossa molto limitato in inverno era meglio che non consumarla affatto.

“La carne-specifica Tianying Wu, autrice principale dello studio – è un alimento per la termogenesi, il che significa che genera calore, aiuta la circolazione sanguigna e il dispendio energetico, e favorisce la ritenzione della massa muscolare magra”. La carne rossa è un alimento fortemente acido che lo rende più difficile da lavorare per l’organismo avvertono però i ricercatori, soprattutto per i sopravvissuti al cancro che hanno una ridotta capacità di espellere gli acidi. Data questa preoccupazione, il consiglio è di consumare circa 100 grammi a settimana di manzo, agnello o maiale fresco e non trasformato.

“Tali piccole quantità sono più facili da elaborare, soprattutto se chi le consuma non ha una storia di fumo intenso – conclude Wu – se si è fumato molto in passato, è meglio concentrarsi su una dieta povera di cibi acidi”. Gli studiosi avvertono poi che questi risultati riguardano solo le donne sopravvissute al cancro al seno e che i marcatori di infiammazione possono comportarsi in modo molto diverso in chi è generalmente sano.

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