L’appetito vien bevendo… l’aperitivo!

3 luglio, 2015 nessun commento


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shutterstock_231109831Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Obesity dimostra che, nelle donne, il consumo  di alcol sensibilizza la risposta del cervello agli aromi alimentari e aumenta l’apporto calorico successivo. Si tratta di un particolare effetto già noto anche come “effetto aperitivo,” che non si basa interamente sull’ingestione orale di alcool e sull’assorbimento attraverso l’intestino, ma c’è qualcosa in più.

“Il cervello, bypassando il contributo dell’intestino, può svolgere un ruolo fondamentale nel regolare l’assunzione di cibo. Il nostro studio ha evidenziato che l’esposizione all’alcol può aumentare sia la sensibilità del cervello agli stimoli alimentari esterni, come gli aromi, sia portare a un maggiore consumo di cibo”, ha detto il dottor Eiler. “Le bevande alcoliche generalmente  contengono calorie vuote, e quando si combinano le calorie con l’effetto aperitivo, si può arrivare nel tempo a uno squilibrio energetico e potenzialmente anche all’aumento di peso.”

I ricercatori hanno condotto lo studio su 35 donne non-vegetariane, non fumatrici e con un peso salutare. Per testare gli effetti diretti dell’alcol sul cervello, i ricercatori hanno aggirato il sistema digestivo esponendo le partecipanti all’alcol somministrato per via endovenosa durante una visita ambulatoriale, confrontando gli effetti con la somministrazione di un placebo (soluzione salina) in una successiva visita ambulatoriale, prima di mangiare. In tutte le partecipanti sono state misurate le risposte cerebrali dell’esposizione agli aromi da prodotti alimentari e non alimentari aromi sono stati misurati utilizzando il livello di ossigenazione del sangue e la risonanza magnetica. Dopo le misure alle partecipanti è stato proposto un pranzo a scelta  tra pasta con ragù di carne all’italiana o manzo o noodles.

Si è così evidenziato che quando le donne ricevevano l’alcol per via endovenosa, mangiavano in media più cibo a pranzo, rispetto a quando ricevevano il placebo. Tuttavia, c’erano differenze individuali; un terzo delle partecipanti mangiava meno dopo l’esposizione all’alcol rispetto a quanto avveniva  dopo l’esposizione al placebo. Oltre ai cambiamenti nel consumo, l’area del cervello responsabile di alcuni processi metabolici, l’ipotalamo, rispondeva  prontamente agli aromi dell’alimento, rispetto agli aromi non alimentari, dopo infusione di alcol rispetto al placebo.
I ricercatori hanno concluso che l’ipotalamo può quindi giocare un ruolo nel mediare l’impatto dell’esposizione dell’alcol sulla nostra sensibilità agli stimoli alimentari, contribuendo all’effetto aperitivo.

“Questa ricerca ci aiuta a capire ulteriormente i percorsi neurali coinvolti nel rapporto tra il consumo di cibo e alcol”, ha detto Martin Binks, Segretario Tesoriere e Professore Associato di Scienza dell’Alimentazione presso la Texas Tech University. “Spesso, il rapporto tra alcol e cibo è semplicistico, questo studio svela un processo potenzialmente più complesso che ha bisogno di ulteriori studi.”

“Oggi, quasi due terzi degli adulti negli Stati Uniti consumano alcol, con il consumo di vino in aumento, il che rafforza la necessità di comprendere meglio come l’alcol possa contribuire a mangiare troppo”, ha concluso Binks.

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