Un “caso da record”: diabete di tipo 2 a soli 3 anni

19 settembre, 2015 nessun commento


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shutterstock_260498330Nessun sintomo particolare, tranne il peso in eccesso: 35 chili. E’ una bimba di soli 3 anni la più giovane persona al mondo malata di una patologia normalmente appannaggio degli adulti e degli anziani; il diabete di tipo 2.

Tutta colpa di una dieta ipercalorica e troppo ricca di grassi. Ma grazie a una diagnosi precoce e un cambio di stili di vita e di alimentazione, si è potuto evitare il peggio. Il ‘caso da record’ è stato registrato negli Stati Uniti ed è giunto all’attenzione dei massimi esperti internazionali, riuniti a Stoccolma in occasione del 51esimo Congresso dell’Easd (Associazione europea per lo studio del diabete).

A segnalarlo sono stati gli specialisti dell’Health Science Center di Houston, in Texas, cui si erano rivolti i genitori della piccola, preoccupati per l’obesità della figlia, che aveva raggiunto il peso che generalmente si riscontra in bambini con il triplo dei suoi anni.

Gli esperti hanno individuato che il valore degli zuccheri nel sangue (glicemia) della bimba  era elevatissimo (iperglicemia), tipico sintomo del diabete (iperglicemia), ma hanno anche dimostrato che la rotta si può invertire. Come è successo fortunatamente alla bambina di origine ispanica.

La diagnosi anomala ha comportato una terapia a base di farmaci (ipoglicemizzanti orali) e soprattutto un regime di alimentazione con ridotto apporto calorico, accompagnato all’aumento dell’attività fisica. Seguita strettamente dagli specialisti, solo sei mesi dopo la diagnosi, la bimba non aveva più bisogno di farmaci e la glicemia era rientrata nei limiti di normalità; aveva perso quasi 9 kg.

“Invertire la marcia del diabete di tipo 2 nei bambini è possibile, ma a fronte di uno screening attento, una diagnosi precoce, una terapia appropriata e una modificazione netta dello stile di vita”, commenta Michael Yafi, pediatra endocrinologo che ha curato la piccola.

In aumento in tutto il mondo, e alimentata in parte dalla crescente obesità, la presenza di diabete di tipo 2 tra i giovani è rara, e comunque non si era mai registrata sotto i 5 anni. La maggior parte dei bambini con iperglicemia, invece, infatti, riceve la diagnosi di diabete di tipo 1, malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca per errore le cellule responsabili del controllo della glicemia.

“Nel diabete di tipo 2 – spiega – Enzo Bonora, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID) – “l’organismo non è in grado di mantenere costante il livello di zucchero nel sangue, perché diminuisce la capacità di produrre insulina. Questa insulinoresistenza è alimentata dal peso eccessivo e dalla sedentarietà”, spiega. Una condizione, che se non trattata può portare a malattie cardiache acute, perdita degli arti o della vista”.

“Il problema – aggiunge Bonora – “sta esplodendo e l’età media in cui si manifesta continua ad abbassarsi”. “Nel 1985 la prima diagnosi di diabete 2 avveniva in genere intorno ai 60 anni, nel 2015 a 54 anni. Poi ovviamente ci sono anche casi in cui compare tra i 20 e i 30 o, addirittura anche al di sotto, ma in questi soggetti la situazione è aggravata dalla predisposizione genetica”.

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