Una “finta” buona notizia per gli uomini in sovrappeso

15 settembre, 2015 nessun commento


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shutterstock_131375909Un elevato indice di massa corporea (Imc – in inglese BMI da Body Mass Index) potrebbe indicare una riduzione del rischio di artrite reumatoide negli uomini, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Rheumatology.

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 383 pazienti, già partecipanti al Malmo Diet Cancer Study (MCDS) e presenti nel database Malmo Preventative Medicine Program (MPMP), due indagini di sorveglianza della salute condotte in Svezia che riguardano un totale di 50.705 partecipanti tra uomini e donne, e hanno scoperto l’esistenza di una forte associazione tra un elevato indice di massa corporea negli uomini e un minor rischio di sviluppare artrite reumatoide (RA). Tuttavia, questa associazione non è stata trovata nelle donne.

Dopo che i primi risultati sono stati aggiustati per il fumo, che era stato associato negativamente con l’obesità negli uomini, si è visto che gli uomini con un BMI superiore a 25 kg / m2 (sovrappeso)  avevano il 63% in meno di probabilità di sviluppare RA nel MDCS, e  quasi il 40% in meno nel MPMP.

Considerando che prospettivamente un elevato BMI potrebbe ridurre il rischio futuro di sviluppo di RA negli uomini, gli scienziati ritengono che il valore  elevato del BMI potrebbe essere un indicatore protettivo contro lo sviluppo di RA come riflesso di un aumento del grasso viscerale (obesità addominale), più spesso evidente negli uomini rispetto alle donne. Gli studiosi hanno già ipotizzato e descritto un collegamento tra elevato BMI e ormoni; ovvero, le vie metaboliche legate al tessuto adiposo e i fattori ormonali, potrebbero avere un effetto protettivo contro RA.

Carl Turesson, autore principale dello studio, ha commentato: “A nostra conoscenza, questo è il primo studio caso-controllo che indaga il problema negli uomini.” – continua – “E anche l’effetto dell’obesità sul rischio di RA, non sembra essere sostanzialmente diverso da quello del sovrappeso. Tuttavia, un effetto differenziale per valori molto elevati del BMI non può essere escluso. “

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